Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

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Gli anni oscuri, 

settembre 1943- maggio 1945

 

 

 

 

 

                                                                                   

 

 

 

La carestia e la fame 
(
Estratto da un articolo di Luca Pignataro pubblicato sulla Rivista Clio n. 3 anno 2001)

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Le risorse agricole del Dodecaneso non furono mai sufficienti a nutrirne la popolazione: per fornire un esempio, nel 1940 la coltura del frumento rendeva mediamente 5 o 6 quintali per ettaro, quantitativo insufficiente ai bisogni locali~ si rendevano quindi necessarie continue importazioni di generi alimentari259. La situazione si complicò con l'entrata in guerra dell'Italia, in seguito alla quale si ridusse il traffico marittimo verso le isole e venne introdotto il razionamento dei viveri per una popolazione valutata in 130.000 abitanti. Nel giugno 1942 a Roma i rappresentanti delle amministrazioni interessate (Esteri, Agricoltura, Trasporti, Governo dell'Egeo) e della Società Commerciale Italiana Mediterraneo (SCIM) concordarono un piano di approvvigionamento della popolazione civile del Dodecaneso, esteso con alcune modifiche anche alle isole greche occupate. Un anno dopo si decise di elaborare un nuovo piano, tenuto conto delle modificazioni subite per cause contingenti dal piano in scadenza e dei mutamenti nella verà al massimo, impiegando i cereali di produzione locale, sino a tutto agosto". Nel luglio 1944 voci sulle tristi condizioni in cui versavano gli Italiani del Dodecaneso (in verità non solo loro) erano giunte anche ad altre autorità della RSI, le quali scrissero in merito a Mazzolini320. Questi rispose evidenziando i tentativi sin allora esperiti per rifornire le isole e l'appello al Governo tedesco, ma chiese altresì al Comitato centrale della Croce Rossa Italiana di intervenire presso la Croce Rossa Internazionale32'. La richiesta fu rinnovata in agosto'~ ed ancor più in novembre323, quando ormai, a seguito dello sgombero della Grecia da parte delle truppe tedesche, divenne chiaro che non vi era più altro modo di rifornire le isole, la cui situazione alimentare si era fatta a dir poco disperata325. Il nuovo Commissario della Croce Rossa Italiana, Coriolano Pagnozzi, fece sapere che il suo ente si era già a più riprese interessato della questione riguardante l'approvvigionamento del Dodecaneso, ma senza esito; egli stesso si riservava di trattare l'argomento personalmente a Ginevra, non appena gli fosse giunta l'autorizzazione a recarvisi. Rossi suggerì di interessare il Delegato della RSI in Svizzera perché facesse "le più vive premure" presso il CICR per ottenere che gli Alleati non si opponessero al rifornimento di Rodi, precisando che le forze armate germaniche in Egeo erano largamente provviste di viveri e che quindi le 1.000 tonnellate destinate alla popolazione civile "che muore di fame" nox~ avrebbero modificato la situazione militare dell'isola327. Mazzolini scrisse in tal senso alla Delegazione Commerciale della R.SI in Svizzera328, che aveva sede a Zurigo329. In dicembre il delegato Ernesto Toti Lombardozzi scrisse al CICR facendo presente la questione e chiedendo un appuntamento'30, che gli fu concesso per il gennaio del 1945 da un funzionario della Commissione mista di soccorso della Croce Rossa Internazionale33l. L'incontro pt~i-tò a queste conclusioni332: i soccorsi potevano ormai giungere solo acquistandoli in Turchia i mezzi finanziari necessari a tale scopo potevano ottenersi solo inviando a Chiasso e mettendo a libera disposizione della Commissione merci italiane da vendere in Svizzera"'; la Commissione desiderava ricevere una preventiva comunicazione ufficiale con la quale il Governo della RSI acconsentiva a che la distribuzione degli eventuali soccorsi avvenisse sotto il controllo di un rappresentante della Croce Rossa Internazionale. Non si aveva notizia delle 1.000 tonnellate di viveri che sembrava fossero disponibili ad Atene, mentre pareva che qualche aiuto fosse giunto ad alcune isole per interessamento dell'Arcivescovo di Rodi e per tramite del Patriarca del Cairo.consistenza della popolazione da alimentare. In realtà, èome fece notare il Governo delle isole26l, lo sfollamento in atto di donne e bambini italiani aveva ridotto il numero degli abitanti del Possedimento di sole 2.000 unità circa, obbligando anzi a maggiori somministrazioni di viveri per le mense istituite per i capi delle famiglie sfollate. Oltre alle regolari assegnazioni mensili, si chiesero ulteriori assegnazioni una tantum al fine di costituire scorte che garantissero I'autosufficienza alimentare del Possedimento per sei mesi, come voluto dal Ministero della Guerra in analogia a quanto previsto per le truppe262 sino ad allora il Ministero dell'Agricoltura aveva assegnato al Possedimento scorte per tre mesi di generi da panificazione e da minestra263. In seguito ad una riunione dei rappresentanti dei diversi enti interessati, tenutasi presso il MAE nel giugno i 94326~, il Ministero dell'Agricoltura comunicò i quantitativi di prodotti che avrebbe inviato in Egeo265, con decorrenza dal i~ luglio Il 20 agosto, però, il governatore Campioni avvertì il MAE che fino ad allora non era ancora giunto nulla nel Possedimento; per far fronte alle necessità della popolazione civile per i mesi di luglio, agosto e settembre venivano impiegate le scorte di tre mesi già precedentemente costituite26~. Il 2 settembre il Ministero, sulla base di informazioni avute dalla SC1M267, che si occupava dei rifornimenti, rispose che il ritardo nel rifornimento delle derrate era dovuto principalmente a danneggiamenti causati dai bombardamenti, nonché ad intralci del traffico ferroviario ed a ritardi nell'assegnazione delle materie prime ai fabbricanti; tuttavia parecchie tonnellate di merce erano già in viaggio od in corso d'imbarco. Tutto,però, fu bloccato dagli eventi successivi all'annuncio dell'armistizio. La SCIM notificò al MAE la situazione, alla data del 9 settembre 1943, delle merci assegnate per i rifornimenti in Egeo e non giunte a destinazione269. Cessata completamente l'importazione di viveri, fin dai primi di settembre nel Dodecaneso le razioni furono ridotte al minimo indispensabile, allo scopo di assicurare l'autosufficienza per sei mesi, facendo assegnamento soltanto sulle scorte disponibili e, per quanto riguardava i cereali e l'olio, anche sulla produzione locale. Il modesto patrimonio zootecnico di allevamento non consentiva che qualche rara distribuzione di carne, nella misura massima di 200 grammi al mese a persona; i prodotti della pesca si erano fatti sempre più scarsi in seguito alla quasi cessazione di quell'attività a causa della guerra. Le isole che più scarseggiavano di prodotti agricoli non potevano prelevarne in quantità sufficiente dalle altre, dato che queste ultime ne avevano appena per soddisfare il proprio fabbisogno. Infine, si presentava difficile, se non impossibile, ottenere l'approvvigionamento di una parte almeno del fabbisogno (cereali, legumi, uova) dalla in cambio. Turchia, per mancanza di valuta e di merci da dare Considerando tutto ciò270, il vice governatore Faralli chiese il 23 novembre al MAE l'invio in Egeo entro la fine di gennaio 1944 di almeno tutti i quantitativi di viveri necessari a soddisfare il fabbisogno del mese di marzo, e poi man mano degli altri quantitativi per i mesi successivi si sarebbero potuti prelevare i viven necessari dai quantitativi già impegnati a tale scopo dalla SCIM e non potuti ancora consegnare. Nell'eventualità che il MAE non potesse assicurare l'approvvigionamento, sarebbe stato opportuno iniziare subito, d'accordo con le autorità germaniche, le pratiche per l'intervento tempestivo della Croce Rossa Internazionale. La lettera contenente le richieste venne affidata al direttore Giorgetti perché la consegnasse personalmente nel corso della sua missione in Italia, come egli fece nei primi di gennaio271, ma ancora negli ultimi giorni del 1943 Faralli non ne aveva avuto notizia, per cui inviò al MAE una copia della lettera272. Contemporaneamente il Vice Governatore chiese l'intervento del capitano Giuseppe Folcini, un comandante di marina mercantile residente a Voghera, il quale nel periodo 1940-43 aveva effettuato per conto del Governo egeo l'acquisto di viveri in Turchia. Faralli chiese a Folcini la sua disponibilità alla fornitura di viveri dalla Turchia entro febbraio273, ma, paventando le difficoltà che questi avrebbe potuto incontrare (segnatamente il problema valutano e le convenzioni tra Turchia ed Inghilterra), pregò il MAE di intervenire direttamente nelle trattative col capitano o di sollecitare l'intervento delle autorità tedesche oppure della Croce Rossa Internazionale274. L'estrema difficoltà di comunicazioni tra Rodi e l'Italia del Nord fece sì che queste comunicazioni giungessero solo in febbraio; nel frattempo il MAE aveva provveduto ad mteressare gli altri ministeri competenti275, ma non fu possibile ottenere la disponibilità delle merci già predisposte in precedenza e non potute spedire: in vista della loro deperibilità, tutti gli alimentari giacenti ai porti in attesa d'imbarco per Rodi erano ormai stati venduti276. Il MAE si rivolse quindi a Folcini, il quale fece sapere di aspettare istruzioni da Rodi; Salò, tuttavia, non riuscì a comunicare la risposta al Vice Governatore, poiché il Ministero degli Esteri tedesco non trasmise il telegramma279. Si era ormai nel mese di aprile i 944~. Tra le merci non potute trasportare a Rodi vi era anche una partita di medicinali, rimasta in giacenza a Venezia e successivamente bloccata dal locale Ufficio dell'Economia Corporativa281 il MAE avvertì quest'ultimo che, qualora fosse stato intenzionato a venderla, avrebbe dovuto tenere il ricavato a disposizione del Governo dell'Egeo282, e così le autorità veneziane s'impegnarono a fare283. Il MAE tra settembre ed ottobre s'informò se la partita di medicinali poteva essere messa a disposizione di Rossi, rappresentante del Governo dell'Egeo, avvertendo che, in caso di requisizione, il controvalore avrebbe dovuto essere versato presso la Banca d'Italia284, ma da Venezia fu risposto che i medicinali erano stati vincolati dalle autorità germaniche283. In dicembre furono interamente prelevati, parte dalle autorità germaniche e parte da quelle italiane, senza che ne venisse avvertito il MAE, il quale ancora ai primi di aprile 1945, su impulso di Rossi, sollecitava la Prefettura di Venezia...

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