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REVISIONISMO STORICO |
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L’onorevole Lucio Barani, insieme ad altri colleghi del P.d.L. ha depositato in Commissione Difesa in data 12 novembre 2008 il disegno di legge n.ro 1360, denominato “Istituzione dell’ordine del tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra”. Dietro quest’asettica definizione priva di apparente connotato politico, si cela un insidiosissimo progetto di ribaltamento della verità storica oltre che una legge palesemente incostituzionale. I firmatari propongono, infatti, l’Istituzione di un’onorificenza detta dell’ordine del Tricolore ed una pensione suppletiva di 200 € anno da assegnare a tutti quelli che hanno combattuto nella II GM compresi gli appartenenti alle forze armate della Repubblica Sociale Italiana. E’ storicamente accertato ed ampiamente documentato che i vari corpi armati repubblichini, dalla Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) alla X.a MAS, alla brigata Ettore Muti ed alle varie formazioni paramilitari come la Resega furono impiegate esclusivamente per compiti di repressione contro i partigiani italiani e jugoslavi. Queste formazioni paramilitari si distinsero per la ferocia e l’accanimento contro le forze partigiane ed i patrioti che le aiutavano. Esse operavano quasi sempre insieme alle SS e alla polizia di sicurezza nazista durante i rastrellamenti e le stragi. Il cosiddetto Esercito della R.S.I. che il gen. Graziani aveva faticosamente racimolato minacciando nel suo famoso bando di leva la pena di morte a chi non si fosse presentato, non sparò mai un colpo contro gli Alleati. Da un punto di vista giuridico e secondo il diritto internazionale è acclarato che l’unico Stato Italiano legittimo era il Regno d’Italia che il 13 ottobre 1943 aveva dichiarato guerra alla Germania. La cosiddetta R.S.I. non possedeva i requisiti sostanziali e giuridici di “stato legittimo e sovrano” poiché sul territorio italiano in cui era localizzata, essa non aveva alcuna sovranità, si trattava in realtà di territorio italiano occupato. La R.S.I. era in realtà un’invenzione a tavolino di Hitler che vi collocò l’ex Capo di Governo Mussolini, dimissionato dallo stesso fascismo il 25 luglio 1943 e formalmente destituito dal re Vittorio Emanuele. La repubblichina, così spregiativamente chiamata dai patrioti, era alleata dei tedeschi e quindi combatteva, di fatto, contro il Regno d’Italia del Sud, legittimo Stato Italiano da cui nel 1946 tramite referendum popolare, nacque la Repubblica Italiana e poi la Costituzione. Pertanto proporre l’assegnazione di una medaglia ed una pensione a quelli che combatterono appunto contro lo Stato Italiano stesso è una contraddizione in termini, un’orrore giuridico e storico oltre che palesemente incostituzionale. Se oggi qualcuno proponesse di dare una pensione od una medaglia a tutti i tedeschi che combatterono contro gli italiani, crediamo che ci sarebbe una sollevazione popolare. Se ci riflettiamo bene quest'affermazione non è paradossale, se questo d.d.l. parifica collaborazionisti e patrioti, per la proprietà transitiva "se tu sei amico di un mio nemico allora sei mio nemico", si può affermare che i fascisti di Salò essendo alleati dei tedeschi erano nemici dello Stato Italiano. Ma non ne vogliamo fare solo un’astratta e lontana questione di leggi e diritto, qui c’è in ballo qualcosa di più sostanziale, qualcosa che ci colpisce nei sentimenti, nei valori più profondi di libertà, di giustizia, impatta la nostra coscienza civile e democratica. A che cosa sono serviti allora i sacrifici, le sofferenze, le vite dei nostri padri se oggi basta un mistificatorio progetto di legge per parificare i carnefici con le vittime, chi era dalla parte sbagliata e chi era dalla parte giusta? Non accettiamo l’ideologia del pietismo che si cela dietro questa subdola parificazione, questo è revisionismo storico bello e buono mascherato dietro ad un “vogliamoci bene siamo tutti italiani" sotto l’ordine del tricolore. Questa è la terza volta che viene presentato un d.d.l. di stampo revisionista, nelle precedenti occasioni il ribaltamento storico era assai più clamoroso, questa volta la manovra è ancora più abile, sotto forma di leggina minimalista che comunque costerebbe allo Stato ben 200 Milioni di euro. Purtroppo i tempi sono cambiati e la schiacciante maggioranza di governo rende non improbabile l’approvazione di questa legge che non esitiamo a definire vergognosa. L’ A.N.P.I. insieme alla forze politiche che si richiamano ai valori democratici ed antifascisti hanno lanciato il 25 gennaio, proprio da un luogo simbolo della nostra storia, il carcere nazista di via Tasso, ora sede del Museo della Liberazione, un’appello a tutti i cittadini per mobilitarsi contro questo d.d.l. Video della conferenza del 25 gennaio 2009 La visualizzazione dei video (sono in formato MP4) non è possibile con Windows Media Player in alternativa consigliamo di scaricare un applicativo universale e gratuito VLC Media Player Intervento di Armando Cossutta Intervento di Giuliano Vassalli (prima parte) Intervento di Giuliano Vassalli (seconda parte) Mercoledi 25 febbraio 2009 si è svolta un'assemblea presso la Casa della Memoria e della Storia a Roma, via S. Francesco di Sales 5, per la ricorrenza del 25 aprile si prevedono altre iniziative. |