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1945-1947 |
1947 | |||||
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Due fratelli , Rodi, una fuga avventurosa e la guerra continua. | ||||||
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Coincidenze?Luglio 1943 Aeroporto di Maritsa, Rodi. Li riconoscete? Sono passati circa 20 anni dalla prima foto ma sono sempre loro, Bruno ed Ugo.Bruno indossa la divisa da fatica azzurra della Regia Aeronautica mentre Ugo quella del Regio Esercito. Bruno giunse a Maritsa nel 1940, Ugo invece fu incorporato nel Regio Esercito e spedito con un gruppo d’artiglieria contraerea a difesa dello stesso aeroporto. Incredibile ma vero! E la cosa ancora più incredibile è che senza la provvidenziale presenza di suo fratello, Bruno avrebbe fatto forse una brutta fine. Il 9 settembre 1943, data della resa, le cose si misero male per i militari italiani, infatti furono catturati dai tedeschi. Per evitare le dure rappreseglie dei tedeschi e la deportazione, moltisssimi militari sbandati, avieri e soldati, tentarono la fuga via mare, così fecero anche loro il 23 settembre. Bruno, Ugo ed altri di cui ignoriamo il nome, s' impadronirono di una barchetta a a remi. Dopo un’estenuante traversata notturna raggiunsero Castellorizo (l'isola dove fu girato il film Mediterraneo di Salvatores) e poi la costa turca. In quell’occasione Ugo trasportò letteralmente sulle spalle Bruno che era totalmente inabilitato a causa di un attacco di malaria. La sorte fu benigna con loro, ma purtoppo solo qualche centinaio dei 40.000 militari italiani riuscirono a sfuggire al tragico destino di prigionia, lavori forzati o morte. Diverse centinaia di militari furono uccisi dai tedeschi mentre alcune migliaia perirono a seguito dell'affondamento dei traghetti su cui viaggiavano verso la deportazione nei lager balcanici. Una tragedia simile a quella di Cefalonia ma dimenticata.
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Ma la guerra non è finita...Qui troviamo Bruno nel 1944 nell’aeroporto di Galatina (Lecce), alle spalle l’inconfondibile sagoma di un Alcione Cant Z 1007, appartenente al 2°Stormo BT - 88° Gruppo, notare la coccarda tricolore sulle ali, emblema di nazionalità utilizzato ancora oggi dalla nostra Aeronautica Militare. Dopo l’internamento in Turchia ed in Egitto, lui e tutti gli altri militari italiani sfuggiti alla deportazione continuarono il loro impegno a fianco degli Alleati nell' Unità Aerea della ricostituita Regia Aeronautica. |
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