Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

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Egeo in guerra

Queste pagine raccontano la storia recente dell'Egeo nuovamente in guerra dopo secoli di abbandono e torpore.   

 

 

Dodecaneso Italiano.

Perché siamo arrivati in Egeo nel 1912.

 

 

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Un aerosilurante S 79 col suo equipaggio a Gadurrà, la parte frontale del velivolo è dipinta di grigio chiaro per mimetizzarsi con la superficie del mare.  

La Regia Aeronautica

Organizzazione, velivoli ed operazioni  in Egeo negli anni del conflitto. 

 

 

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Un gruppo di avieri all'aeroporto  Maritsa probabilmente nel 1940, secondo da sinistra nella fila intermedia (tuta bianca) l'aviere Bruno.Gli altri avieri non sono stati ancora identificati, chiunque sia in grado di fornire notizie può contattare la Redazione  

  

Aviatori di terra....

Aeronautica non significa solo volare, per ogni aviatore a bordo ce ne erano mille a terra, meccanici, elettricisti, armieri,specialisti vari o semplici avieri di governo. Quali erano i loro compititi, come passavano le loro giornate? Una ricostruzione basata su  racconti diretti e documenti ufficiali. La loro vita quotidiana raccontata in un album fotografico.

L'Ammiraglio Iachino con il Re 

Il grande risiko del Mediterraneo 

Comprendere lo scenario del Mediterraneo che vide le operazioni della Regia Marina ed Aeronautica, una guerra condotta ognuno per proprio conto.  

Il gen.Wilson, comandante del Corpo di spedizione britannico   

 

 

Mappa delle operazioni militari a Creta 

Lo sbarco italiano a Creta del maggio 1941

L'assalto tedesco alla Yugoslavia ed alla Grecia  determinò l'immediata e decisa reazione britannica. Il Premier W. Churchill, pur consapevole che la sottrazione di forze dal fronte Nord Africano avrebbe creato un pericoloso vantaggio al nemico, decise di onorare l'impegno di alleanza con la Grecia ed ordinò l'allestimento di un Corpo di Spedizione comandato dal gen.Wilson.  Si sperava di poter resistere anche grazie alla conformazione orografica delle Grecia che fu una delle cause (ma non l'unica) dell'insuccesso militare italiano, in questa pagina viene dato un sintetico resoconto in lingua inglese della spedizione britannica.  

Successivamente alla conquista del territorio greco, scattava nel maggio 1941 l'operazione tedesca per la conquista di Creta denominata Merkur. Il regime fascista necessitava di un tributo di sangue italiano per partecipare al bottino, fu quindi allestito in fretta e furia un corpo di spedizione italiano.  Una raffazzonata flottiglia di pescherecci e caicchi  lasciava il porto di Rodi verso la baia di Sitia nella zona orientale di Creta. Mentre infuriava una terribile battaglia in terra,cielo e mare tra tedeschi ed inglesi, il nostro convoglio protetto da una sorte benigna giunse a Creta ove sbarcò senza neppure un morto. La storia di questa grottesca ed avventuristica impresa. 

 

 

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Il radiogramma tedesco che annuncia la resa delle forze italiane a Rodi

8  Settembre 1943

Ricostruzione degli eventi alla data dell'armistizio e delle vicende della resistenza nell'isola. Il dominio tedesco dal 1943 al 1945.  

Gli eroi dimenticati  

 

 

 

La batteria Ciano sul Monte Appetici dopo i combattimenti del novembre 1943. 

La battaglia di Leros

L’inizio della battaglia di Lero è datato al 26 settembre, 25 bombardieri bimotori Ju 88   giunsero inavvertiti sull’isola da ovest, si concluse il 16 novembre alle 17 quando un commando di venti uomini guidato dall’Oberleutnant Max Wandrey irruppe all’ingresso del tunnel sede del comando inglese catturando il generale Tilney.

 

Cant Z 1007 della 210.a squadriglia ammarato nei pressi della Turchia il 21 agosto 1941 dopo un bombardamento su Famagosta (Cipro). 

I bollettini del Comando Supremo

La guerra in Egeo nei Bollettini del Comando Supremo. Omissioni, contorsioni dialettiche, manipolazioni  e mezze verità del Regime. Cronologia anno per anno degli eventi più importanti.     

 

Velivolo Martin Baltimore del 132.0 Gruppo di base all''aeroporto di Campo MArino 

La guerra di Liberazione, la cobelligeranza, lo Stormo Baltimore 

Dopo i disastrosi avvenimenti dell'armistizio, la maggioranza degli aviatori rifugiati in Turchia  desiderava riscattare il prestigio della Patria. Alcuni documenti lo testimoniano, il primo, a firma del cap. pilota Giacomelli,  già comandante del 154.° Gruppo C.T. Autonomo di Rodi che scriveva dal Campo d’internamento di El Burey in Palestina e si rivolgeva  direttamente al Capo di Stato Maggiore. Egli dichiarava che il personale appartenente al suo Gruppo ed ivi internato, aveva deciso all’unanimità di continuare la guerra contro i tedeschi e chiedeva di essere rimpatriato per ricostituire il Gruppo. Seguiva elenco del personale. Analoga lettera fu inviata nell’aprile del 1944 dal t.col.Giannone (del Comando Aeronautica dell’Egeo) che, nell’elencare tutto il personale aeronautico ad El Burey dichiarava "siamo anelanti di ritornare in Patria e di poter unire le nostre forze per la liberazione dell’Italia nostra". Queste richieste furono accolte, infatti, gran parte degli internati di El Burey, giunsero in Italia tra maggio e luglio del 1944 e furono destinati allo Stormo Baltimore. Si cercò quindi di rifondare uno Stormo riaccorpando personale omogeneo per esperienza e rapporti personali. Lo Stormo Baltimore fu quindi l'erede diretto degli aerosiluratori dell'Egeo. 

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