Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

  

 1306-1522  1522-1912

 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

Kos, la piccola Cefalonia dell'Egeo       

  Alle ore 4 del 3 ottobre 1943, una forza da sbarco tedesca comandata dal gen.Muller e composta dalla 22.a Divisione di fanteria proveniente da Creta ed altri reparti provenienti dalle isole Cicladi e da Atene, sbarcava in tre punti diversi dell'isola di Kos difesa da circa 4000 italiani  e poco meno di 2000 inglesi. Nessuno si aspettava lo sbarco ed in brevissimo tempo le forze tedesche riuscirono a sopraffare sia  le difese italiane  sia  le truppe inglesi. Il mancato coordinamento tra inglesi ed italiani, la mancata copertura aerea della RAF,  la carenza di pezzi antiaerei pesanti e di mezzi di trasporto  furono  le  principali cause di questa rapidissima sconfitta. Il giorno dopo, 4 ottobre, l'isola era praticamente in mano tedesca. Le forze italiane opposero in alcuni settori una  forte resistenza come a Cefalo ma ci fu un episodio gravissimo, la 62.a  batteria nei pressi dell'aeroporto di  Antimachia, comandata dal cap Camillo Nasca all'apparire delle truppe tedesche, innalzò la bandiera nazista arrendendosi a questi ultimi. Il Nasca ordinò successivamente al personale della batteria di aprire il fuoco  contro le linee anglo italiane ma i serventi si rifiutarono ed egli i insieme allo sten Pierreraymond eseguì il puntamento ed aprì il fuoco. Quest'esecrabile episodio di tradimento contribuì notevolmente al successo tattico dei tedeschi. A Kos furono catturati 1388 inglesi e 3145 italiani,  in base all'ordine segreto dell'OKW del 21 settembre fu decisa la liquidazione degli ufficiali italiani che furono segregati presso una caserma a Linopoti. Nei giorni successivi, tra il 4 ed il 7 ottobre, questi uomini inermi furono a piccoli gruppi condotti verso il porto e massacrati a tradimento dai tedeschi. Notizie del massacro filtrarono già dalle prime settimane ma soltanto nel febbraio del 1945, il ten. Aiello, un ufficiale italiano collaborazionista, rintracciò i resti sepolti in alcune fosse. Si ritiene che i corpi di altri 36 ufficiali giacciano in altre fosse non ancora identificate. Questo massacro, a differenza di quello compiuto a Cefalonia  è ignoto all'opinione pubblica così  come le altre vicende della resistenza nel Dodecaneso              

 

 

Il castello di Kos dove furono rinchiusi i militari italiani prigionieri

Foto archivio Kogiopoulos 

 

  

    Il col. Felice Leggio, l'ultimo comandante italiano, trucidato a Linopoti insieme agli altri ufficiali. La sua salma non fu riconosciuta. 

Foto archivio Kogiopoulos 

Ufficiali italiani di fronte alla Caserma dell'11.reggimento Fanteria della Divisione Regina. 

Foto archivio Kogiopoulos 

 

Prigionieri inglesi ed italiani catturati a Kos 

Foto archivio Kogiopoulos  

 

 

La signora Eleni Klonari vedova Sciatore presso  la palude di Linopoti,  località dove furono trucidati 103 ufficiali italiani.  La signora Eleni provvede volontariamente ai fiori ed alla pulizia delle lapidi  dei caduti italiani ancora sepolti nel cimitero di Kos. Le salme riesumate degli ufficiali italiani caduti sono state trasferite al Sacrario Militare di Bari. 

Foto archivio Diego Zandel  

 

La lapide che ricorda l'eccidio degli ufficiali italiani nel cimitero del Kos

Foto archivio Diego Zandel