Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

 1306-1522  1522-1912

 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

Una nuova forma di turismo aeronautico archeologico.  

Gli aeroporti come tutti i luoghi di partenza ed arrivo, porti, stazioni ferroviarie, hanno un forte impatto emotivo ma all'epoca della II GM l'aviazione commerciale era ben poca cosa e quindi gli aeroporti erano quasi tutti militari. Non dobbiamo pensare a strutture ipertecniche come le attuali, innanzi tutto gli aeroplani ad elica decollavano su piste più corte (per i bombardieri erano sufficienti meno di 1000 metri) e poi bastava spianare un terreno per creare e una pista. Pochi erano gli aeroporti con piste in conglomerato bituminoso o asfalto. I velivoli militari erano in grado di sopportare forti sollecitazioni in fase d'atterraggio e decollo, addirittura alcuni velivoli come il caccia CR42 avevano ruote fisse molto robuste (un'eredità della I GM). La navigazione avveniva a vista con l'ausilio di bussola e radioricevitori sintonizzati su radiofari o stazioni radio civili, in caso d'atterraggio notturno le piste erano illuminate da fari posti sui bordi. Degli aeroporti di Rodi, Maritsa, Gadurrà e Cattavia, soltanto il primo, che trae nome dal piccolo villaggio poco lontano, è sopravvissuto agli eventi bellici. Quest’aeroporto è stato utilizzato come aeroporto civile ma attualmente appartiene all’Hellenic Air Force e quindi non è accessibile. Durante la guerra era difeso da numerose batterie antiaeree e apprestamenti difensivi. La relazione dettagliata del Comando d'Aeroporto illustra lo stato delle difese all'entrata in guerra. L'aeroporto fu bombardato numerose volte ma gli effetti furono sempre limitati mentre i sabotatori inglesi furono  una minaccia costante; nella notte del 13-9- 1942 i commandos inglesi dello Special Air Service tentarono di attaccare Maritsa ma il tempestivo allarme delle sentinelle sventò l'attentato, fu distrutto un solo Cant Z 1007. Non andò  altrettanto bene a Gadurrà dove gli uomini del  Midlle East Commando distrussero 7 velivoli.

 

 

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Aeroporto di Maritsa

L'aeroporto di Maritsa (spesso indicato con Maritza) prendeva nome dal vicino villaggio. In realtà la vera denominazione era  "G.Pessi Parvis" 'asso della I G.M. scomparso proprio nel Mar Egeo. Il suo nome codificato era aeroporto 801.Qui sotto vediamo l'attuale carta aeronautica ICAO,l'antica ed unica pista è quella del braccio più corto della croce, quella lunga è moderna.

Ad oggi l'unica documentazione storica circa le costruzioni aeroportuali del Dodecaneso e le relative vicende belliche (alcune foto inedite appaiono in queste pagine) intitolata "Gli aeroporti del Dodecaneso" è stata pubblicata da  Rivista Aeronautica n.1/2002, a cura dello storico  Luciano  Alberghini Maltoni.

 

 

 

 

Così appariva ai bombardieri britannici l'aeroporto di Maritsa da questa  foto aerea forse del 1939, si osserva la pista costruita tra il 1938 ed il 1939 che raggiungeva la lunghezza di quasi 1000 metri. Nonostante questa sostanziale miglioria il decollo degli aerosiluranti  SM  79 non era possibile.  

 

 

 

 

Ecco come appariva la pista in un'altra foto del 1939, al centro la palazzina comando e sulla destra i due hangar Savigliano.  

 

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Una eccellente comparazione, in questa foto aerea del 2006 ripresa quasi con la stessa angolazione della precedente si possono notare le radicali trasformazioni che l'aeroporto ha subito. L'aeroporto è stato usato come scalo civile di Rodi sino al 1977. Dopo la guerra sono stati abbattuti gli hangar Savigliano  e costruite due piste in cemento ed una di raccordo. L'aeroporto è ritornato in uso all' Hellenic  Air Force nel 1977.    

 

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Un'altra bellissima foto aerea del 2006, sullo sfondo a sinistra la città di Rodi, alla testata  opposta il paese di Maritsa. Per mantenere l'allineamento orizzontale della pista è stato costruito un terrapieno di circa 12 metri.  

 

 

 

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Oggi l'aeroporto di Maritsa ospita un  Distaccamento Logistico HAF ed un gruppo elicotteri SAR.  Deve essere motivo d'orgoglio constatare che questa ex base italiana è ancora operativa ospitando ora un reparto HAF dedicato al Soccorso Civile.    

 

 

 

 

 

Schieramento di Savoia Marchetti S.M. 81 "Pipistrello" in una foto del 1938

 

 

  

 

n questa foto un ospite d'eccezione, un caccia Dewoitine 520 dell'aviazione di Vichy in transito a Maritsa verso la Madrepatria dopo la sconfitta subita in Siria nel giugno del 1941.    

 

 

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