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| 1306-1522 | 1522-1912 | 1945-1947 | 1947 | |||
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L'aeroporto di Gadurrà L'aeroporto di Gadurrà era codificato come aeroporto 806, a differenza di Maritsa non c'erano edifici od hangar, gli equipaggi ed il personale alloggiavano in tende o baraccamenti di cui oggi non rimane traccia. L'importanza di quest' aeroporto ma sarebbe più appropriato chiamarla pista, era dovuta alla sua collocazione geografica, in riva al mare di fronte a Creta ed alle coste del Libano. Gadurrà fu l'aeroporto per eccellenza degli aerosiluranti italiani, da qui decollarono i piloti del calibro di Buscaglia all'attacco dei convogli inglesi. L’identificazione della pista di Gadurrà non è impresa facile, infatti, su nessuna mappa dell’isola è citato questo toponimo. Dalla strada per Lyndos la pista di Gadurrà appare come un grande inspiegabile spiazzo asfaltato in una zona agricola di oliveti a ridosso del mare, non esiste alcun edificio in rovina. Effettivamente si tratta di una pista asfaltata con brecciolino grossolano parzialmente coperta d'erbaccia ed ormai in fase di disgregazione. L'asse della pista è grosso modo orientato nord-sud e la lunghezza è di circa 2000 metri. Sul lato mare si notano interessanti indizi, tra cui la sagoma d’atterraggio circolare per elicotteri H dipinta a terra, un terrapieno di sabbia riportata ed una fossa costruita con casseforme di cemento lungo il terrapieno. La pista è stata utilizzata negli anni 50 come poligono di tiro dotato di piazzola per elicotteri. Alcuni bunker sono siti su una collinetta e sono stati quasi totalmente interrati dalla costruzione della strada attuale.
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Le località di Rodi sono meta di pellegrinaggio da parte di numerosi reduci, qui vediamo sulla stessa pista dopo 60 anni, il t.col. Volpi e l'aviere Bassetti della Regia Aeronautica .
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Estate 1941,momenti di relax per la sezione caccia addetta alla difesa dell'aeroporto, si trattava della nota 162.a squadriglia equipaggiata con CR 42, se ne intravede uno sullo sfondo. Al banjo in canottiera bianca il serg. magg.pilota Landini Guido, al mandolino Di Cerbo Pasquale, alla fisarmonica Amelio Cichella in tuta bianca seduto a terra lo sten. pilota Orru Efisio. Insomma questa era l'orchestra della 162.a quasi al completo. |
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Anche se la pista era molto lunga, gli incidenti erano sempre in agguato. Questo Cant Z 1007 bis è finito su un terrapieno paraschegge, per fortuna nessun danno all'equipaggio. |
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Un Fieseler Storch in colorazione desertica, ospite usuale dell'aeroporto. La Luftwaffe aveva regalato un velivolo simile al Governatore Campioni per consentirgli l'atterraggio anche nelle isole minori. Alcuni rottami di questo velivolo sono conservati nell'isola di Kos presso un collezionista locale. |
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Una rarissima immagine, alcuni avieri occultano un siluro in una riservetta di cemento armato. |
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Ecco come appare oggi una riservetta siluri, il munizionamento costoso come i siluri era protetto nei ricoveri mentre le bombe a caduta erano disperse all'aperto in vaste aeree circostanti. |
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Un bunker quasi totalmente interrato. Da questi bunker gli artiglieri italiani riuscirono a respingere una colonna corazzata tedesca durante gli scontri del 9 e 10 settembre 1943. |
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Ruderi di un manufatto italiano di non facile identificazione. |
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In questa foto scattata nel primo dopoguerra appare un velivolo quadrimotore tedesco FW 200 rimasto "intrappolato" con la resa tedesca nella pista di Gadurrà. Questo tipo di velivoli a lunga autonomia erano gli unici a consentire dall'agosto 1944, i collegamenti con la lontana Germania. Dopo l'evacuazione di Creta infatti, le isole dell'Egeo controllate dai tedeschi, furono dichiarate "fortezza assediata" .La squadriglia incaricata di questi collegamenti speciali era la segretissima unità KG200 che operava su Rodi anche con velivoli catturati B 17. | ||||
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Foto scattata poco tempo dopo la resa tedesca. Questo velivolo quadrimotore tedesco FW 200 che apparteneva al KG 40 giunse il 3 marzo 1945 da Vienna che fu conquistata dai russi poco dopo. Dopo la liberazione di Rodi personale della South African Air Force tentò di far ripartire il velivolo senza successo, esso rimase abbandonato sulla pista e fu cannibalizzato. Si diffusero voci che l'aereo servisse per la fuga dei nazisti dall'isola ma in realtà si trattava di un velivolo destinato a portare i malati e la posta. Molto particolare è la mimetizzazione reticolare che si sovrapponeva al consueto colore verde scuro standard. |
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