Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

 1306-1522  1522-1912

 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

 

L'aeroporto di Cattavia 

L'aeroporto di Cattavia era originariamente un campo di manovra sito nell'estremo sud dell'isola da utilizzare in caso di invasione inglese. Nella  pianura di Cattavia, bonificata negli anni 30, esisteva l'azienda agricola S.Marco ed all'entrata in guerra vi furono dislocati qualche decina di avieri allestendo una pista naturale. L'aeroporto fu utilizzato come scalo di transito e ricovero durante l'attacco tedesco a Creta nel maggio 1941, successivamente nel 1943 fu reso inagibile con fossati e pali poichè vulnerabile a sbarchi di paracadutisti.              

 

 

Vista del campo d'atterraggio di Cattavia dalla postazione antiaeraea mista italo tedesca. La postazione con serventi italiani e tedeschi era dotata  di un cannone da 88 mm. Intorno a questo caposaldo, all'indomani dell'8 settembre ci furono aspri scontri, gli italiani respinsero le le forze germaniche attaccanti catturando numerosi prigionieri sino alla dichiarazione di resa dell' 11 settembre . Il campo di atterraggio di Cattavia era stato reso inservibile già nel 1943 con la posa di numerosi pali.  Attualmente la piana di Cattavia è usata come poligono militare dall'esercito greco ma non è consigliabile avventurarsi vista la presenza di  proiettili inesplosi.

 

 

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  Foto Courtesy of Kyprianos Biris 

 

 

 

Vista aerea della piana di Cattavia. L'aeroporto è a malapena distingubile nella striscia di forma rettangolare a metà sinistra della foto. essendo un  aeroporto di emergenza non entrò mai in funzione.      

 

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Foto Courtesy of Kyprianos Biris 

 

 

 

 

in questa foto ravvicnata si osserva la pista ed i crateri causati dai bombardamenti.   

 

 

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Foto Courtesy of Kyprianos Biris

 

 

 

 

Un cratere di bomba sulla piana di Cattavia.

 

 

 

Sulla piana di Cattavia sorge l'edificio della prigione militare, fu trasformata in lager dai tedeschi, centinaia di soldati italiani dopo la resa dell'11 settembre, vi furono internati in condizioni spaventose di denutrizione e sottoposti a violenze e torture.   

 

 

 

 

Questo è un bidone per carburante della Werhmacht. E' molto difficile imbattersi in reperti militari a 60 anni di distanza poichè tutto è stato riutilizzato dai contadini, questo bidone continua a fare il suo lavoro di contenitore e non manifesta segni di deterioramento dimostrando l'ottima fama dei materiali germanici . 

 

 

Sulla costa di Capo Prassonissi sorge una delle postazioni d'artiglieria a difesa dell'isola. La batteria della Regia Marina P.Mocenigo era armata di tre antiquati pezzi d'artiglieria navale che non spararono mai verso il mare. Oggi la caserma (qui in fotografia), i bunker e le piazzole deserte, sono battuti dal vento dell'Egeo, il paesaggio è di una bellezza sconvolgente, tutto questo  insieme agli ingenui disegni dei marinai italiani ancora intatti sulle pareti, provoca al visitatore un  sentimento di malinconica solitudine. L'area in cui sorge la  batteria appartiene ad un poligono di tiro militare dell' Esercito Greco non accessibile ai turisti e pericolosa a causa delle bombe e dei proiettili inesplosi. 

     

  

 

 

 

 

Una delle tre piazzole che ospitavano i pezzi antinave, si vede l'accesso al rifugio ed al deposito munizioni.    

 

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Foto Courtesy of Kyprianos Biris

 

 

 

 

Splendida veduta aerea di Capo Prassonisi dove sorgeva la batteria Mocenigo.    

 

 

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