Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

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                           AVIATORI DI TERRA             

E’ facile parlando d’aeronautica, associare il pensiero alle macchine, alle meravigliose macchine volanti che chiamiamo aerei, ai piloti di queste macchine, agli equipaggi ed alle loro eroiche imprese. Sin dai tempi del Barone Rosso abbiamo identificato questi uomini al mito del volo, dell’eroismo, dell’abilità tecnica ed in qualche modo alla superiorità rispetto all’uomo comune del loro essere aviatori. La retorica dell’aviatore, abilmente sfruttata dalla propaganda ideologica dei regimi, ha tramandato spesso un’immagine falsa di questi uomini. Ma se l’immagine dell’intrepido aviatore è uno stereotipo che resiste ancora oggi nei moderni "top gun" ben poco c’è stato raccontato degli uomini, gli aviatori di terra, che resero e rendono possibile il volo ai loro più famosi colleghi.

Una complessa organizzazione a terra rende possibile il volo, per ogni ora di volo ci sono ore ed ore di lavoro a terra, per rendere efficienti i velivoli, per le comunicazioni e la navigazione. Anche nella Regia Aeronautica l’organizzazione tecnica, logistica ed amministrativa sebbene farraginosa e burocratica era composta di migliaia e migliaia d’uomini dedicati ai più svariati compiti. Meccanici, elettricisti, marconisti, armieri, magazzinieri, autisti sino ai cuochi od ai cosiddetti "sciaquini" ossia gli avieri di governo ogni girono per lunghi anni hanno assolto i loro compiti in silenzio. Questo sito è dedicato soprattutto a loro, agli eroi sconosciuti e spesso umili che proprio nella loro umana quotidianità, nelle loro sofferenze, nelle loro difficoltà, nei loro sentimenti sentiamo più vicini a noi.

Queste pagine sono pagine di racconti personali, di storie a volte incredibili qualche volta di veri e propri miracoli, qualche volta tragiche, a volte patetiche, surreali o grottesche ma sono storia vera, cronaca di un passato recente che non dobbiamo dimenticare.

Dal foglio matricolare di un aviere decorato di tre Croci al Merito di Guerra, uno dei tanti eroi sconosciuti:

Encomio

"Elettricista collegamenti di ottima capacità professionale durante un lungo periodo di tempo assolveva ininterrottamente il compito di operatore al centro radio trasmittente assiemando il funzionamento e l’efficienza dei molteplici apparati in modo da permettere la piena realizzazione del servizio dell’assistenza al volo. Ordine di servizio n.51 del 5-7-1942 del Comando Aeronautica dell’Egeo."

Capitolo 1.   Moralità e morale…

Vorrei iniziare queste pagine con un documento che tra i vari consultati, mi è apparso di straordinario interesse ed unico nel suo genere, sembra quasi una mini indagine sociologica. E’ un documento rappresentativo ed al tempo stesso emblematico del vivere quotidiano nell’aeroporto 806, Gadurrà, pista dalla quale molti partirono senza più tornare. Ecco il documento integrale.

RELAZIONE SULLA EFFICIENZA MORALE E SPIRITUALE DELLE TRUPPE, RELATIVA AL MESE DI MAGGIO 1942 = XX

A causa della nota difficoltà dei trasporti l’avvicendamento del personale ha potuto iniziarsi soltanto in questo mese ed esse re attuato solamente per circa 30 militari che avevano una permanenza in Egeo di oltre 24 mesi. La partenza di tali elementi, che per stanchezza morale erano diventati più nocivi che utili, ha portato un maggiore sollievo ai Reparti. Si ha però l’impressione che gli elementi inviati dall’Italia per sostituite quelli avvicendati siano stati scelti tra quelli meno desiderabili presso i Comandi in Patria. Con la nave Ospedale Toscana, sono stati fatti rientrare in Italia n.18 militari malati. Con l’interessamento assiduo degli Ufficiali alle condizioni personali e famigliari della truppa, se ne è migliorata l’assistenza morale.— Nei limiti consentiti dalle presenti circostanze. si è provveduto al miglioramento del rancio e delle mense.— Vi contribuiscono le aziende agricole che vengono incrementate al massimo per fornire alimenti ti freschi e particolarmente indispensabili a man tenere buone le condizioni di salute del personale in clima caldo.— Ultimate le manifestazioni sportive calcistiche, podistiche e ciclistiche ove squadre rappresentative dell’Aeronautica si erano affermate in competizioni tra i militari delle FF.AA., viene ora, nella stagione estiva, divulgato ltesercizio del nuoto.— Tale sport, utile e sano, è accessibile a quasi tutto il personale, per essere gli aeroporti del Possedimento prossimi al mare.— L’Ufficio Propaganda del Comando FF.AA. ha devoluto varie migliaia di lire, introite in occasione dì gare, ai Comandi per opere assistenziali.— Oltre a premiare i militari costituenti le squadre sportive, questo Comando ha fatto elargire piccole somme in. denaro agli avieri poveri e più meritevoli.— La mancata istituzione di una casa di tolleranza presso l’Aeroporto di Gadurrà, di cui alla relazione del mese di febbraio, e la cui costruzione non ha potuto attuarsi per lungaggini amministrative e di competenza, ha contribuito, nonostante le esortazioni dei Superiori a far contrarre, a parte del personale, relazioni con prostitute clandestine e conseguentemente recrudescenza di malattie veneree e inoltre ha spinto molti militari a contrarre relazioni con donne indigene di origine greca talvolta finite in. matrimoni disastrosi. Purtroppo in tali unioni l’incompatibilità di carattere, di educazione e di sentimenti affiora, dopo pochi mesi, provocando gravi conseguenze per l’istituto famigliare.

CONDIZIONI SPIRITUALI

Negli equipaggi di volo lo spirito è elevato nonostante le perdite avute e la scarsa efficienza della linea. Nei feriti durante i combattimenti aerei, altre allo spirito di fede e di religione, è emerso un senso profondo di fierezza per aver contribuito col sangue alla grande causa della Patria.. .

L’inaugurazione della chiesetta sull’Aeroporto di Gadurrà dedicata alla Madonna di Loreto, costruita dalla nostra Direzione Demanio e decorata con affreschi di un Ufficiale pilota, ha creato un’atmosfera di raccoglimento, propizia a perfezionare l’opera tesa al continuo miglioramento delle condizioni spirituali del personale. Si acclude la fotografia di una delle prostitute clandestine che circolano nei pressi dell’Aeroporto di Gadurra.IL COMANDANTE

fto/ Gener.D.A.— Ulisse Longo

 

 

Messa nella chiesetta di Gadurrà (foto collezione Santini)

L’estensore di questo documento, l’ufficiale Blasi, documento ricordiamolo trasmesso sia al Comando dell’Egeo sia agli alti comandi in madrepatria, fa trasparire chiaramente sotto l’apparente distacco e la positività del messaggio, le difficoltà ed il logoramento operativo cui era sottoposto il personale in zona di guerra. Nel 1942 si stava già manifestando appieno nelle Forze Armate quella crisi che latente sin dall’inizio del conflitto, avrebbe portato alla totale sfiducia nel buon esito della guerra e la gran parte dei militari italiani a rifiutare di combatterla dopo l’8 settembre 43 a fianco dell’ex alleato germanico.

La nocività di alcuni militari lamentata dal redattore di questa relazione è quasi sicuramente imputabile a questo malessere generale che pervadeva molti.

Un altro elemento importante di questa relazione riguarda l’alimentazione, quest’argomento sarà approfondito nei capitoli successivi. Lo sport era il sistema maggiormente utilizzato per sostenere il morale delle truppe costrette in questo particolare scenario a lunghi periodi d’ozio. Nello splendido mare di Rodi gli italiani potevano almeno nuotare e godere del sole che invece altri più sfortunati militari come quelli inviati in Russia si sarebbero portati nella tomba come sogno irrealizzato.

L’aspetto sociologico comunque più curioso e poco noto, raramente riscontrato in altri documenti riguarda la sfera sessuale. Sebbene le case di tolleranza fossero come sappiamo istituzionalizzate, a Gadurrà sperduta pista nel nulla tra gli oliveti, infestata da zanzare d’estate e priva d’alloggi degni di tal nome (si viveva in attendamenti), l’unico passatempo nella libera uscita era alla fine la frequentazione di queste povere disgraziate che spinte dal bisogno si prostituivano ai margini del campo. Possiamo malinconicamente considerare che quest’umanissimo desiderio di questi uomini alla ricerca di una parvenza di famiglia ed una qualche consolazione affettiva, fosse ovviamente destinato a naufragare con evidente sofferenza di tutti i soggetti interessati. Una testimonianza da me raccolta di C.F. un aviere della 279.a squadriglia che rimase a Gadurrà per circa 3 mesi, prima di essere trasferito in Libia, mi ha confermato che per raggiungere Rodi per un permesso fu una vera e propria avventura e che a Gadurrà non esisteva nulla. Quando gli ho mostrato le foto del villaggio più vicino a Lyndos (oggi notissima ed affollata località turistica) egli non le ha riconosciute, egli, infatti, ricordava Lyndos come un miserabile villaggio di poche case che sembravano più simili a stalle con gli animali, asini, galline, maiali convivere insieme agli uomini. Ma uno dei maggiori divertimenti di Gadurrà era secondo C.F. quello dei operai locali che depositavano le pagnotte del loro pasto giornaliero nel cavallo dei tipici larghi pantaloni alla zuava, ma la cosa ancora più divertente era vederli scappare durante i bombardamenti con questi fardelli saltellanti tra le gambe a mò di giganteschi testicoli…. I ruderi di una piccola costruzione rilevata durante il sopralluogo a Gadurrà, poco lontano dai bunker, sono probabilmente ascrivibili alla chiesetta affrescata dall’ignoto pilota con aspirazioni artistiche, insomma l’estro italiano si manifesta in tutte le occasioni!

Non è purtroppo stata rintracciata in archivio la foto della prostituta che lo zelante Blasi, accluse alla sua relazione, peccato sarebbe stato interessante osservare cosa aveva colpito a tal punto la fantasia dell’ufficiale da includere la foto quasi come reperto di polizia criminale!