Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

   

 1306-1522  1522-1912

 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

La guerra in Egeo nei bollettini del Comando Supremo 

Attraverso i bollettini del Comando Supremo , trasmessi alla radio ogni giorno alle 13, gli italiani potevano leggere tra le righe l'andamento vero della guerra. Rodi viene immediatamente  bombardata la notte stessa della dichiarazione di guerra tra il 10 e l'11 giugno. Questo la dice lunga su come gli inglesi intendessero la guerra e l'importanza che essi attribuivano al controllo del Mediterraneo Orientale. L'entrata in guerra dell' Italia contro la Grecia il 28 ottobre 1940 ebbe un'influenza grandissima sull'andamento del conflitto nell'area mediterranea ma ne ebbe ancora di più a livello strategico complessivo, il Terzo Reich dovette intervenire a sostegno delle Armate Italiane in Grecia. Questo evento che nella primavera del 1941, distolse le forze germaniche pronte per l'invasione della Russia, posticipò l'apertura delle ostilità di qualche mese, il sopraggiungere dell'inverno russo colse i tedeschi a poca distanza da Mosca che non fu mai conquistata. Anche se le sorti generali del conflitto non sarebbero cambiate la sciagurata guerra alla Grecia permise agli inglesi di acquisire le importanti basi aeronavali greche tra cui quelle di Creta e Cipro. La pressione esercitata dagli inglesi sul Dodecaneso sin dal primo momento, tramite bombardamenti aerei e navali, nasceva dal proposito strategico di conquistare le isole ed eliminare una roccaforte nemica che ostacolava  l'espansione balcanica vagheggiata da Sir Winston Churchill.  Tra la fine del 1940 e la prima metà del 1941 le maggiori isole del Dodecaneso, Rodi, Leros ma anche altre minori come Stampalia vengono prese di mira dalla RAF, sono colpiti soprattutto i campi d'aviazione di Maritsa e Gadurrà. Nel bollettino 165 del 19 novembre, tentata invasione dell'isolotto di Gaidaro, possiamo già leggere il disegno strategico inglese del Commander in Chief Middle East, gen. Wavell. Colpi di mano su isole secondarie per testare la reazione italiana e quindi il colpo finale sbarcando a Rodi. Da parte italiana, Egeomil, il Comando militare unificato del Dodecaneso, ha la consapevolezza dell'imminenza  sbarco ma non ha informazioni d'intelligence e nessuna visione strategica in grado di rintuzzarlo. Il successivo attacco inglese a Castelrosso del 25 febbraio 1941coglie la piccola guarnigione totalmente impreparata. Anche se qualche giorno dopo l'isola è riconquistata dal Regio Esercito, un importante cifrario della Regia Marina, custodito nella stazione radio è catturato dai commando inglesi. I bollettini ufficiali del Comando Supremo danno al notizia con diversi giorni di ritardo ed enfatizzano la pronta reazione italiana. In realtà lo scarso coordinamento e l'improvvisazione dell'azione da parte inglese furono la vera causa del fallimento. Tuttavia anche se l'invasione dell'Egeo non avverrà mai gli inglesi continuarono a progettarla. Gli eventi del conflitto ne impedirono la realizzazione che fu ad un passo ad essere realizzata a metà del 1941 ed a settembre del 1943.

1940 

19 novembre

 Bollettino n. 165

Sul fronte dell’Epiro si sono svolti ieri accaniti combattimenti che non hanno spostato le rispettive linee salvo nella zona di Ezeki, villaggio occupato dal nemico. Nostre formazioni ae­ree hanno attaccato violentemente le posizioni nemiche pro­vocando esplosioni e mitragliando concentramenti di truppe. Tre velivoli nemici sono stati abbattuti; un nostro velivolo non è rientrato.

Nell’Africa settentrionale la nostra aviazione ha bombardato, spezzonato e mitragliato le opere aeronautiche, gli apprestamenti e i baraccamenti nemici nell’oasi di Siwa colpendo tutti gli obiettivi e causando danni ingenti; tutti i nostri ve­livoli sono rientrati. Aerei nemici hanno lanciato bombe su Tobruk e Bardia senza conseguenze, su Sollum causando tre morti e cinque feriti.

Nel Dodecanneso il nemico ha tentato di impossessarsi dell’isola di Gaidaro. La pronta reazione delle nostre forze terrestri, marittime e aeree ha ricacciato il nemico che si è rapidamente ritirato.

Nell’Africa orientale incursioni aeree del nemico su Agordat. Corondil. Buna e Gherilli. senza gravi conseguenze.

26 novembre

 Bollettino n. 172

 Sul fronte greco, reparti nemici sbarcati sul litorale epirota sono stati in parte distrutti e in parte catturati, con le loro ar­mi. La nostra aviazione ha effettuato numerosi attacchi su tutta la zona delle operazioni in stretta collaborazione con le forze terrestri. Nodi stradali, ponti, colonne di automezzi e concentramenti di truppe nemiche lungo la valle del Kalamas, ad Arta e presso Perati ed Erseke, sono stati oggetto di violenti bombardamenti in quota, a volo radente e in picchiata. I forti dell’isola di Corfù sono stati ripetutamente bombardati e colpiti causando violenti incendi ed esplosioni. La nostra caccia ha abbattuto due velivoli tipo Blenheim nel cielo di Durazzo. Apparecchi nemici hanno effettuato una incur­sione su Lero e su Stampalia. Sono stati danneggiati alcuni fabbricati di cui uno solo di qualche interesse militare. Nessun morto e nessun ferito. Cinque degli apparecchi incursori sono stati abbattuti in fiamme dalla difesa antiaerea.

5 dicembre

 Bollettino n. 181

 Sul fronte greco, anche nella giornata di ieri si sono svolti at­tacchi e contrattacchi nei settori delle due Armate. Nostre formazioni aeree da bombardamento normale e in picchiata, in efficaci azioni di cooperazione aeroterrestre, hanno bombardato opere militari, rotabili, ponti, autocolonne di salmerie e truppe in marcia. La rotabile Premeti-Perati è stata parti­colarmente e ripetutamente attaccata, rimanendo interrotta in più punti. Le basi di Corfù, Zante e Prevesa sono state bombardate. Durante un combattimento tra una nostra for­mazione da caccia e una nemica sono stati abbattuti cinque velivoli da caccia avversari; due nostri velivoli non sono rien­trati. Il 29 novembre un nostro sommergibile, il Delfino, ha affondato un cacciatorpediniere greco nel mar Egeo.

 18 dicembre

 Bollettino n.194

 Nella zona di frontiera cirenaica le truppe nemiche, per il logorio e le perdite subite, hanno rallentato nella giornata di ieri — nona della grande battaglia — la loro pressione. Le nostre artiglierie hanno efficacemente battuto reparti di mezzi mec­canizzati nemici, mentre le nostre formazioni aeree hanno bombardato unità corazzate più lontane. L’incrociatore nemico silurato dinanzi a Porto Bardia, di cui al bollettino n. 193, è stato visto capovolgersi e affonda­re. Gli aerosiluranti affondatori erano al comando del capita­no pilota Grossi e del tenente pilota Barbani, coadiuvati dagli osservatori tenenti di vascello  Marazio e Riva. Nostri appa­recchi hanno bombardato navi da guerra inglesi presentatesi davanti a Porto Bardia. L’aviazione da caccia avversaria ha contrastato l’azione dei nostri bombardieri, che hanno abbat­tuto un apparecchio Glouchester. Nostre formazioni da cac­cia, di scorta ai bombardieri, hanno impegnato combatti­mento con la caccia nemica: un Hurricane è stato abbattuto; un nostro apparecchio da caccia non è rientrato. Dei cinque apparecchi nazionali che nel bollettino n. 193 erano stati dati come perduti, due hanno fatto rientro alla base. Fra i tre apparecchi che si possono ritenere definitivamente perduti è anche quello del colonnello Aramu, due volte Atlantico,’ bom­bardiere di eccezione, che alla testa dello stormo aveva diretto l’azione..

Sul fronte greco, nel settore dell’Undicesima Armata, si sono svolti aspri combattimenti. Nostre formazioni da caccia hanno effettuato efficaci azioni di mitragliamento su concentramenti di truppe nemiche.

In Egeo, nella mattinata di ieri, aerei nemici hanno lanciato alcune bombe su Rodi e Stampalia.

In Africa orientale, nostre formazioni aeree hanno effettua­to un azione notturna sui campi di Erkowit, Sabt e Summit, sorprendendoli in piena attività: sono stati spezzonati una decina di apparecchi al suolo. Una nostra formazione da bombardamento ha eseguito un’efficace azione notturna sugli impianti portuali e sui depositi di nafta di Porto Sudan. Durante il volo di rientro un apparecchio, per il cattivo tempo, era co­stretto ad atterrare in territorio nemico; riusciva però a ripar­tire rientrando incolume alla base. Altre azioni da bombardamento venivano effettuate dai nostri reparti sulla stazione fer­roviaria di Ghedaref e sugli apprestamenti difensivi di Otrub e Monte Rejan. Durante la giornata, a ondate successive, formazioni da bombardamento hanno ripetuto l’azione sulla base aerea, il porto e il deposito di nafta di Porto Sudan; quat­tro velivoli nemici sono stati sicuramente distrutti al suolo; gli impianti portuali e i depositi di nafta sono stati danneggiati in maniera evidente: grandi colonne di fumo erano visibili a i distanza. Una nostra formazione attaccata da sette velivoli dai caccia ne abbatteva due; un nostro velivolo non è rientrato.. Nei pressi di el Uasch la nostra aviazione ha bombardato e  spezzonato mezzi meccanizzati nemici; un apparecchio non è rientrato.

1941

 Bollettino n. 230

In Africa orientale, sul fronte del Sudan, azioni di arti­glierie e di pattuglie nella zona di Gallabat; attacchi nemici nella zona di Cherù sono stati respinti dai nostri con­trattacchi, che hanno inflitto notevoli perdite all’avversa­rio. In Egeo, aerei nemici hanno tentato di colpire una nostra base aerea; fatti segno al fuoco della difesa con­traerea si allontanavano senza essere riusciti ad arrecare alcun danno. Un velivolo è stato colpito dalle nostre bat­terie ed è precipitato in fiamme. Un altro velivolo, di tipo catapultabile, veniva abbattuto dai nostri aerei da caccia nei pressi di una base avversaria.

Nella notte dal 22 al 23 aerei britannici hanno effettuato incursioni su Catania e su un’altra località della Sicilia, senza causare danni.

 Bollettino n.243

 In Africa orientale, sul fronte del Sudan, azioni di arti­glierie e di pattuglie nella zona di Gallabat; attacchi nemi­ci nella zona di Cherù sono stati respinti dai nostri con­trattacchi, che hanno inflitto notevoli perdite all’avversa­rio. In Egeo, aerei nemici hanno tentato di colpire una nostra base aerea; fatti segno al fuoco della difesa contraerea si allontanavano senza essere riusciti ad arrecare alcun danno. Un velivolo è stato colpito dalle nostre bat­terie ed è precipitato in fiamme. Un altro velivolo, di tipo catapultabile, veniva abbattuto dai nostri aerei da caccia nei pressi di una base avversaria.

Nella notte dal 22 al 23 aerei britannici hanno effettua­to incursioni su Catania e su un’altra località della Sicilia, senza causare danni.

 ....contrattaccato forze nemiche che si avvicinavano a nostra nuova linea, respingendole con perdite:1 sul ante sud nostri reparti dubàt, dopo cruento combattimenti in cui hanno inflitto notevoli perdite al nemico, si sono ritirati da un posto avanzato presso il confine ad est del lago  Stefania. Intensa attività offensiva della nostra...

In Egeo, nella notte sul 4, aerei avversari hanno lanciato bombe su un nostro aeroporto, causando lievi danni al materiale.

Velivoli del CAT hanno attaccato gli aeroporti di Mie di HaI Far (Malta). Aviorimesse, alloggi e campi volo sono stati centrati, provocando esplosioni.

   9 febbraio

  Bollettino n.247

 ....alcuni obiettivi delle basi di Prevesa e Navarino. Nel corso di tali azioni, un apparecchio tipo Glouchester ed uno tipo PZI venivano abbattuti dai nostri bombardieri. Un nostro velivolo in ricognizione sul Mediterraneo occidentale, at­taccato da tre aerei da caccia tipo Hurricane, ne abbatte­va uno.

Nell’Africa settentrionale, combattimenti di carattere locale nel Sud bengasino.

Nell’Africa orientale, nel settore di Cheren, il nemico ha rinnovato i suoi attacchi, che sono stati respinti. Alla frontiera somala, un attacco contro una nostra posizione è stato respinto da nostro contrattacco. La nostra aviazio­ne ha cooperato ai combattimenti con instancabile attivi­tà, spezzonando e mitragliando truppe, mezzi ed apprestamenti nemici. Il nemico ha tentato incursioni aeree su Asmara e Adi Ugri, incursioni che sono state stroncate dal pronto intervento della nostra caccia, la quale abbat­teva quattro velivoli nemici. In tale azione il capitano Mario Visconti ha abbattuto due velivoli, conseguendo la sua sedicesima vittoria aerea. Un altro velivolo nemico è stato abbattuto dalla difesa contraerea. Tre nostri velivoli non sono rientrati alla base.

In Egeo, nel pomeriggio di ieri, aerei nemici hanno bombardato nostri campi di aviazione. Nessuna vittima, lievi danni. Nella notte dal 7 all’8, formazioni del corpo aereo tedesco hanno, con visibili effetti, bombardato al-

 13 febbraio

 Bollettino n. 251

Sul fronte greco, attività di pattuglie ed artiglierie. Basi nemiche, vie di comunicazione, postazioni di artiglieria sono state efficacemente bombardate da nostre formazioni aeree. Truppe, attendamenti e salmerie sono stati at­taccati a volo radente e spezzonati. Una formazione di cacciatori ha attaccato il giorno il un aeroporto nemico, mitragliando e danneggiando gravemente numerosi veli­voli al suolo. In combattimento aereo, un bimotore nemi­co è stato abbattuto. Un nostro velivolo non è rientrato. A Malta, l’aeroporto di Micabba è stato attaccato da nostri  bombardieri.

Nell’Africa settentrionale, velivoli del corpo aereo tede­sco hanno effettuato azioni offensive su concentramenti di truppe, colonne in movimento e su un aeroporto nemico. Nell’Africa orientale, nella zona di Cheren, violenti attac­chi nemici, appoggiati da bombardamento aereo, sono stati nettamente respinti da nostri contrattacchi. L' aviazione ha validamente appoggiato le nostre truppe nella lo­ro eroica difesa. Nel Basso Sudan, nella zona del fiume Orno, nostre truppe hanno respinto colonne nemiche, che hanno lasciato sul terreno numerosi morti e feriti. Nella notte dall’11 al 12, velivoli nemici hanno lanciato alcune bombe e numerosi razzi illuminanti sull’isola di Rodi. So­no state uccise due donne e un giovanetto; alcuni danni alle abitazioni.’

 14 febbraio

 Bollettino n. 252

Sul fronte greco, vivace attività delle opposte pattuglie con esito favorevole alle nostre truppe, che hanno inflitto al nemico sensibili perdite e catturato prigionieri ed armi. La nostra aviazione ha bombardato una base navale ne­mica ed efficacemente spezzonato concentramenti di trup­pe. La nostra caccia ha abbattuto nove velivoli nemici, dei quali molti entro le nostre linee. Un equipaggio è stato catturato.

Aerei italiani e tedeschi hanno bombardato basi aero­navali di Malta. Velivoli tedeschi da caccia hanno abbat­tuto tre aerei del tipo Hurricane. Velivoli del corpo aereo tedesco hanno intensamente bombardato basi aeree nemi­che nella Cirenaica. Sono state efficacemente colpite avio­rimesse, alloggi, baraccamenti e sono stati mitragliati a volo radente numerosi velivoli.

In Egeo, nostri bombardieri hanno attaccato a ondate successive una base aerea nei pressi di La Canea, distrug­gendo al suolo quattro velivoli. Aerei nemici hanno lanciato, nelle prime ore del mattino del 13, alcune bombe sull’isola di Rodi.

Nell’Africa orientale, è stato respinto un attacco nel set­tore di Cheren. Nell’Oltregiuba, nostre formazioni irregolan contrastano tenacemente l’avanzata nemica. Una nostra formazione da caccia ha mitragliato truppe nella zo­na di Cheren, respingendo dopo aspro combattimento la caccia nemica. Nelle ore antimeridiane del giorno 13, ae­rei nemici hanno attaccato Massaua, con scarsi risultati. Due aerei sono stati abbattuti dalla difesa contraerea della Regia Marina. Gli equipaggi sono stati catturati.

Nella notte dal 10 all’11, il nemico ha lanciato nella regione calabro-lucana nuclei di paracadutisti, armati di mi­tragliatrici, bombe a mano ed esplosivi, col compito di arrecare interruzioni e danni alle nostre comunicazioni ed

 18 febbraio

 Bollettino n. 256

Sul fronte greco, nel settore dell’Undicesima Armata, so­no continuati per tutta la giornata di ieri aspri combatti­menti, durante i quali il nemico ha subìto perdite molto elevate, senza spostare le nostre linee. Anche le nostre perdite sono state sensibili. Le nostre formazioni aeree hanno cooperato durante tutta la giornata con le nostre truppe nel campo tattico, bombardando e mitragliando i reparti nemici.

Squadriglie del corpo aereo tedesco hanno effettuato azioni di bombardamento sulle retrovie e sulle basi logi­stiche del nemico, in Cirenaica. Nell’Egeo, aerei nemici hanno sorvolato le isole del Possedimento, lanciando bombe incendiarie e dirompenti.

Nell’Africa orientale, sul fronte eritreo, azioni di carat­tere locale. Sul fronte del Kenia, una nostra colonna ha volto in fuga carri armati ed automezzi nemici. Nel basso Giuba, violenti attacchi nemici per forzare il fiume sono stati respinti. Dopo avere completamente ostruito il por­to, le nostre truppe somale di copertura hanno evacuato la base di Chisimaio, nel cui settore si continua a combat­tere. L’aeronautica dell’Impero, per il contributo di ardire e di sangue dato generosamente dall’inizio delle operazio­ni e particolarmente per l’audacia e il sacrificio prodigati

 24 febbraio

 Bollettino n. 262

Sul fronte greco, attività di pattuglie e di artiglierie. No­stre formazioni hanno efficacemente bombardato apprestamenti militari, strade, ponti e retrovie nemiche. La no­stra caccia, in combattimenti con quella avversaria, ha abbattuto cinque velivoli tipo Glouchester. Tre dei nostri bombardieri non sono rientrati.

Nell’Africa settentrionale, a Giarabub, violenti attacchi nemici si sono infranti, ancora una volta, contro la tenace rèsistenza delle nostre eroiche truppe. Nostri aerei hanno efficacemente spezzonato truppe e mezzi nemici nella zo­na di Cufra. Unità del corpo aereo tedesco hanno attacca­to in Libia alcune basi nemiche. Vari automezzi pesanti sono stati incendiati ed un velivolo è stato distrutto al suolo. Una base navale nemica è stata efficacemente bom­bardata. Altro reparto aereo tedesco ha attaccato nel Me­diterraneo orientale una formazione navale in navigazio­ne, colpendo assai gravemente una grossa unità di tipo imprecisato, che è probabilmente affondata.

In Egeo, nell’isola di Mitilene, nostri aerei hanno bombardato efficacemente apprestamenti militari nemici. Nell’Africa orientale, due nostre compagnie hanno attaccato ad ovest di Zilman (Sudan) forze preponderanti nemiche, che dopo accanita resistenza sono state costrette a ripiega­re con gravi perdite di uomini e mezzi. Nel basso Giuba, sono continuati i combattimenti. Nostri aerei hanno bom­bardato apprestamenti e truppe nemiche nella zona del Giuba. La nostra caccia ha abbattuto un velivolo tipo Hurricane.