| ||||||
|
|
|
||||
| 1306-1522 | 1522-1912 | 1945-1947 | 1947 | |||
|
ARCHITETTURA NEL DODECANESO LE TERME DI CALITEA di Nicola Scorzelli |
||||||
|
Lo studioso Antonio Maillis, con la collaborazione del Comune di Calitea e per le Edizioni “Rodos lmage” ha pubblicato una preziosa opera storica e fotografica sulle famose Terme di Calitea che, oggi, dopo anni abbandono, stanno riacquistando il loro antico fulgore. Il testo e le didascalie dell’opera sono in greco con traduzione a fronte in italiano. Perché delle Terme di Calitea si parla nella “Stella di Rodi”? Perché nominare quell’incantevole luogo ci riporta ad ormai remoti ricordi quando, per molti di noi ex alunni, era la meta dell’annuale gita in bicicletta accompagnati dai Fratelli, che per noi costituiva un grande avvenimento. Chissà se i ragazzi di oggi, adusi a mete più esotiche, fanno le loro gite scolastiche con lo stesso nostro entusiasmo di allora!
Le fonti termali di Rodi erano conosciute fin dall’antichità: le acque di San Silvano, di Lardos, di Haraki, di Grammata, di Ca!itea ma certamente queste ultime erano quelle più famose perché nei mesi estivi, là dove sgorgavano, soggiornava gente di ogni razza e religione per godere delle sue proprietà terapeutiche. Il luogo, nel Comune di Calitea, era conosciuto fin dall’epoca dorica, da quella bizantina e da quella cavalleresca e richiamava persino abitanti della prospiciente costa anatolica; era chiamata dai locali “Tsiflònero” (nome derivato dalla proprietà purgativa dell’acqua) e proprio dal “Tsillònero’ il 5 maggio 1912 mossero le truppe italiane sbarcate nella baia per la conquista di Rodi. Il luogo era impervio, raggiungibile solo tramite mulattiere e, sia durante le Crociate che durante l’occupazione turca, coloro che vi si recavano bivaccavano all’aperto nei pressi o venivano ospitati nei vicini monasteri, dei quali oggi non vi è traccia; alloro posto sorgono grandiosi alberghi. Si deve alla lungimirante politica del Governatore Mario Lago l’intravedersi di un possibile sfruttamento delle sorgenti di Calitea; per questo egli nel 1927 individuò il soggetto più adatto allo scopo nella persona del dott. Enea Brunetti, un medico molto stimato dagli isolani, nato a Smirne, Direttore della Sanità Marittima, il quale, con la collaborazione di altrettanti stimati medici del luogo (tra i quali Lazzaro Tiliacòs, Nico Triandafi (fu Vassili Tsavaris), iniziò a sperimentare su se stesso e su pazienti volontari le attività terapeutiche delie acque di Calitea. Ad essi venne associato il famoso idrologo Gustavo Gasperini e si riconobbe a quelle acque termali, oltre a quelle di alcune sorgenti di Coo, attività simile a quella delle terme italiane di Montecatini e Castellammare di Stabia. Fu così che nel dicembre del 1928 si dette inizio ai lavori per la costruzione delle “Regie Terme di Calitea”, incaricando dell’opera l’architetto Pietro Lombardi, già noto per altri progetti svolti a Rodi, che si avvalse della Società di Costruzioni “Urban”, sotto la direzione tecnica dell’ing. Giovanni Tacconi. All’arch. Lombardi, ritornato in Italia, subentrò per le finiture l’arch. Armando Bernabiti. Dopo la captazìne delle acque da sei diverse polle, nacque così uno stabilimento termale classificato tra le migliori composizioni architettoniche dell’epoca. Nel maggio 1929 lo stabilimento, ormai quasi ultimato, venne visitato dal Re Vittorio Emanuele e il 10 luglio dello stesso anno il Governatore Mario Lago lo inaugurava ufficialmente in concomitanza con il 1G Congresso ldrologico delle Isole dell’Egeo, che vide la partecipazione di tutti i medici, greci ed italiani della città, di tutti i villaggi e delle isole vicine. Si materializzò quindi il disegno di Mario Lago, il quale così concluse il suo discorso: “Dio bene fattore ha dotato quest’isola di uno straordinario dono e l’unica cosa che oggi noi possiamo fare é la sua valorizzazione per il bene dell’umanità”.Per vari anni le Terme di Calitea furono meta di visitatori provenienti anche da altri paesi e sede di ritrovi e di svago.Purtroppo la tragedia della guerra e l’insieme delle successive contingenze condussero fatalmente all’estremo degrado il complesso termale ma ora un’intelligente iniziativa delle odierne autorità ha deciso di riportarlo all’antico splendore con importanti opere dì restauro arricchite di nuove risorse tecnologiche.
|
||||
|
|
||||
|
La riproduzione o la copia delle foto e dei testi è vietata in accordo alle leggi internazionali sul "Copyright". La eventuale riproduzione deve essere richiesta ed autorizzata redazione@dodecaneso.org. | ||||