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| 1306-1522 | 1522-1912 | 1945-1947 | 1947 | |||
ALBUM FOTOGRAFICO, PROPOSTA DI VIAGGIO INSOLITA PER TURISTI CHE NON SI ACCONTENTANO DELLE SOLITE METE. |
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Proseguendo nel nostro itinerario iniziato dalla città di Rodi lungo la vecchia strada costiera, dopo aver superato Kalithea e le sue terme incontriamo il villaggio di Kolymbia (S.Benedetto durante l'occupazione italiana) ed il bellissimo promontorio di Capo Vagia (noto come Capo Foca durante l'occupazione italiana, il nome stesso testimonia l'antica presenza delle foche monache). Questa zona era stata prescelta dagli inglesi come zona di sbarco per il progettato piano d'invasione "Accolade". Come sappiamo nessuno sbarco è mai avvenuto ma la presenza di questo carro armato greco "interrrato" a mò di postazione fissa, dimostra che le paure di invasione non cessarono dopo la guerra. |
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Dopo Kolymbia la strada sale leggermente e si inoltra nella strettoia della Zambica, in questo punto strategico, di fronte al monastero Zambica, erano situate molte postazioni d'artiglieria italiane. Durante gli scontri del 9 e 10 settembre 1943 i reparti italiani respinsero con gravi perdite le colonne corazzate germaniche. Questa foto ritrae il panorama sulla vecchia strada da cui partivano all'attacco i reparti tedeschi provenienti dall'interno dell'isola. |
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A poca distanza dal passo Zambica ove il mitico capitano "pazzo" Venturini bloccò una colonna motorizzata tedesca armato di pistola Beretta (in realtà era tutt'altro che pazzo, aveva infatti nascosto i suoi uomini che al suo gesto aprirono il fuoco annientando il nemico), in cima ad una delle anonime brulle colline, sorge l'osservatorio di Monte Crucià. L'eroica battaglia dello Zambica contro i tedeschi fu diretta da quest'osservatorio ancora oggi quasi inaccessibile. La storia di questi uomini è narrata nel libro dell'allora ten.Teatini. |
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Martellato dalle artiglierie italiane il gruppo d'assalto tedesco subì grandi perdite. Esattamente in questa località chiamata Trioni morirono decine di soldati tedeschi, sullo sfondo a destra si vede il Monte Crucià. |
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Di quella battaglia ne rimane il ricordo anche nelle popolazioni locali ma difficilmente ci si può imbattere in reperti bellici come questi, proiettili inesplosi di mitragliatrice pesante ed un chiodo a 4 punte per forare pneumatici. L'intensa attività di recupero dei rottami metallici dei rodioti dopo la guerra (simile a quella dei nostri recuperanti dopo la I G.M.) lascia poche speranze al cercatore di reperti. .
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Riprendendo la strada costiera scorgiamo un bunker che è adesso una discarica nei pressi di Lyndos. Si trattava in realtà dell'osservatorio della Batteria navale della Regia Marina "Dandolo", in tutto simile alle altre batterie costiere dell'isola vigilava il settore orientale della costa. La caserma annessa è ora usata come deposito del servizio nettezza urbana di Lyndos. Pessimo esempio di una discarica a cielo aperto.
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Foto L.A.Maltoni anno 2002, la riproduzione o la copia delle foto e dei testi è vietata in accordo alle leggi internazionali sul "Copyright". La eventuale riproduzione deve essere richiesta ed autorizzata redazione@dodecaneso.org. | |