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Mericcia - Monte Cazzuni - Monte Patella

Questa zona rappresenta in pratica il lato nord della Baia di Portolago, ovvero la baia che ospitava la base navale. Quest'area ospita un gran numero di edifici tra cui caserme,  depositi militari, postazioni, batterie e numerosi tunnel scavati nella montagna. In alcune caverne erano installati gli impianti come la centrale elettrica ed i depositi di carburanti che permettevano la continuazione della operatività militare al riparo degli attacchi.

Dal breve racconto raccolto da un anziano dell'isola residente a Portolago ci e' stato infatti detto che all'interno della montagna sembrano esserci addirittura costruzioni equivalenti ad un palazzo di dieci piani, e che nessuno ha mai rischiato ad addentrarsi nei tunnel dopo la fine della guerra, ad eccezione di un cacciatore che in essi aveva smarrito il cane. Questi racconti riflettono il mistero od il fascino dell'inesplorato ma anche il fatto vero che alcune di queste caverne erano molto ampie. 

La cartina qui sotto e la relativa legenda mostrano il dislocamento dei Comandi, delle batterie e delle truppe nella Baia di Portolago a Novembre 1943.

 

Mappa a Novembre 1943

Legenda mappa (batterie e postazioni)

Uno dei depositi della polveriera di Mericcia

Lasciando Portolago per percorrere la strada asfaltata che costeggia la prima parte del lato nord della Baia, uno dei primi luoghi interessanti che si raggiunge e' rappresentato dai resti della polveriera di Mericcia. La foto a lato mostra l'ingresso di uno dei depositi. 

L'interno del deposito

L'interno di ogni deposito era composto da un corridoio centrale e da grosse stanze poste su ambedue i lati.  
Panorama dalla piazzola della Ducci Terminata la strada asfaltata si continua a costeggiare il lato nord della Baia di Portolago seguendo la panoramica ma difficoltosa strada militare Italiana. Sul Monte Cazzuni, promontorio dell'imbocco settentrionale della Baia, si trovano i resti della batteria Ducci.

La foto mostra il panorama dalla piazzola di una delle postazioni della batteria. La gittata massima dei vecchi cannoni italiani raggiungeva  15 Km; a tale distanza fu colpito un cacciatorpediniere  tedesco.

L'ingresso alle caverne Ai lati della strada si incontrano gli ingressi delle caverne che conducevano ai pezzi.

Sebbene la curiosità sia notevole è sconsigliabile al turista addentrarsi all'interno sia per possibilità di crolli sia per eventuale presenza di residuati bellici.

Bombardamento di Monte Patella Continuando ulteriormente sulla strada militare (a piedi o con fuoristrada) si raggiunge Monte Patella, ovvero il promontorio piu' alto della costa nord della Baia di Portolago, sede di Comandi e di postazioni antiaeree.

La foto a lato mostra una fase di bombardamento delle postazioni di Monte Patella da parte dei Tedeschi.

Il piazzale del Comando di Monte Patella Foto del piazzale di Monte Patella, oltre agli edifici del Comando della Marina era collocata la stazione radio della Regia Aeronautica; essa era una delle stazioni di radionavigazione o radiofaro. 

La pioggia battente non ci ha permesso di fotografare un bel gruppo a triangolo di tre binari di scorrimento e dei relativi muri di protezione che si trovano posteriormente a questi edifici  presumibile alloggiamento di mitragliatrici antiaree. Sul Monte  era anche collocata la  mitragliatrice binata Breda 37/54 che riuscì da sola ad abbattere vari Stukas. 

Ingresso di una caverna

La foto a lato mostra un ingresso ad un tunnel posto a lato degli edifici di Comando che reca pero' una targa con dicitura "Auqust 1944" non è chiaro se questo tunnel sia stato costruito o restaurato durante l'occupazione tedesca.

Foto Gianmario Bescape' anno 2002, la riproduzione o la copia delle foto e dei testi è vietata  in accordo alle  leggi internazionali sul "Copyright". La eventuale riproduzione deve essere richiesta ed autorizzata dalla redazione 

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