Dodecaneso  
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      1943-1945   

 1945-1947

 1947

 

I quattro eroi di Calavarda, 9 settembre 1943. 

Dopo una lunga convalescenza il s.ten. Battaglia fu congedato ed ottenne il 26 aprile 1945 la medaglia d'argento su proposta del cap.Garofalo, tuttavia nessuno si ricordò di quei tre poveri soldati le cui famiglie non avevano più notizie dal 1943. Nella confusione dell' Italia post bellica Battaglia, unico sopravvissuto, non può dimenticare quegli uomini che obbedendo al suo comando hanno trovato la morte. Oppresso dal ricordo cerca disperatamente di ritrovare le famiglie per testimoniare l’eroismo dei loro figli. Tre anni dopo il fatto rintraccia la famiglia Tosi e solo nel 1948, dopo un’ articolo apparso sul Giornale d’Italia riceve una lettera del Comune di Longhena che gli chiede notizia del fante Vecchi, può quindi rintracciare la famiglia Vecchi. Nel gennaio 1952 vengono assegnate tre medaglie di bronzo alla memoria ai tre fanti Crociani, Tosi e Vecchi. Un riconoscimento tardiva e “ingiusta” soprattutto per le famiglie originarie, tutte di umili contadini che persero con i loro figli anche preziose braccia per sostentarsi. Particolarmente penosa era la situazione della famiglia Vecchi, composta da sei figli di cui Giuseppe era il più grande ed il cui padre era morto senza rivedere il figlio. Se si fosse trattato di un combattimento “normale” nel corso degli eventi bellici questi uomini, seppur coraggiosi, non avrebbero forse neppure avuto una menzione o una medaglia ma nelle circostanze specifiche dell’8 settembre, questi uomini furono due volte eroi. Abbandonati da tutti ma soprattutto di fronte al pessimo esempio di superiori codardi e inetti, ebbero il rigore e la coerenza di un’ idealismo quasi risorgimentale. Militarmente  conseguirono una vittoria schiacciante, due carri Tigre e relativi equipaggi distrutti ed impedirono l’avanzata della colonna. Ottennero un vantaggio tattico che con altri comandanti si sarebbe rivelato determinante per bloccare l’avanzata tedesca in un settore chiave. Purtroppo il sacrificio di questi e molti altri uomini sia all'estero che in madrepatria fu vano ai fini bellici ma almeno salvò in parte dal disonore.    

 

 

 

Lettera della mamma Rosa Frigerio ved.Vecchi Longhena 18-12-1948 a G.Battaglia

Egr. sig.tenente, sono la mamma del soldato Vecchi, certamente potrà comprendere il dolore di una mamma che si vede immolare suo figlio per la Patria.Il giorno 3-4-44 fu la prima notizia che ebbi di mio figlio per mezzo di un suo compagno e mio marito pure invalido dell'altra guerra non seppe resistere a tale dolorosa notizia e morì subito senza pronunciare più una parola; rimasi sola con altri 6 figli che il più anziano aveva 18 anni. Lei potrà comprendere in quale dolore rimasi in questi tempi così difficili che si sente di più la mancanza. delle persone strappate al proprio affetto così precocemente e a me mi rimane altro che raccomandarmi alla bontà e alla gentilezza di tutte quelle buone e brave persone che vogliono darmi aiuto. Rinnovo i miei ringraziamenti a nome pure dei miei figli e dal canto nostro pregheremo il Signore perchè elargisca a lei ed alla sua famiglia copiose benedizioni. Nel porgerle i nostri rispettosi saluti voglia gradire auguri vivissimi di buon Natale.   

    

 

 

Lettera di Giuseppe Tosi del 1-9-1946 a Battaglia 

Eg. sig. dottore oggi ho ricevuto la sua lettera tanto a me gradita, il quale ricavo che che lei non l'ha visto morto il mio caro Giordano Tosi e mi assicura si ricorda però che ferita riportava ? Era molto o come? Perchè a farle una confidenza è stato sentito per radio fante che partiva dall'Italia per ben quattro volte in aprile e dicembre del 1944 ed in marzo e giugno del 45. E vedendo che lei è tanto gentile vorrei chiederle uno schiarimento su questi saluti; dato che noi non abbiamo avuto nessuno lontano, fuori che nostro figlio, abbiamo parlato con tanti suoi compagni  e tutti cambiano parlare - alcuni dicono che è morto, altri dicono di di no ma dal momento che è stato guarito lei così ferito, non potrebbe essere stato guarito anche il nostro Giordano? Certi compagni ci disse che anche lei era morto assieme a mio figlio. Vorrei pregarlo se vorrebbe rispondere dandomi una certezza su nostro figlio dopo tre anni di questa agonia. La saluto cordialmente      

 

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