OPERAZIONI

Guerra protratta a lungo:   le tue forze scemeranno e la tua spada perderà il filo anche se la vittoria ti arride.   Assedio protratto a lungo:  il tuo vigore verrà prosciugato. Campagna protratta a lungo:  le risorse si esauriranno.                          Paragrafo detto Li Quan da "L'Arte della Guerra"  Sun Tzu

 

squadriglia.jpg (29763 byte) Maritza 1941, aviatori della 195.a squadriglia, sullo sfondo un Cant Z 1007  

                                                                        

Introduzione

All'entrata in guerra dell'Italia, 10-6-1940,  la zona dell'Egeo controllata dall'Italia anche se pericolosamente incuneata nel Mediterraneo Orientale verso i   possedimenti del nemico (Creta e tutta la costa mediorientale sino alla Cirenaica) non ebbe mai una rilevanza strategica (potenzialmente notevole) come altri fronti quali il Nord Africa. Le operazioni più note che coinvolsero le forze italiane in Egeo furono :
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La battaglia aeronavale di Punta Stilo (luglio 1940).

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La battaglia navale di Capo Matapan (marzo 1941).

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L' operazione Tiger, attacco aereo coordinato contro un grosso convoglio inglese diretto ad Alessandria da Gibilterrra (maggio 1941).   

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L'operazione Merkur (maggio 1941), ossia la conquista dell'isola di Creta da parte dei tedeschi.

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La seconda battaglia della Sirte, scontro aeronavale tra Malta e le coste libiche, marzo 1942.

 
In questa foto della ricognizione, una portaerei britannica (forse la Formidable) sotto l'attacco di bombardieri italiani  vira bruscamente per evitare le bombe. Il bombardamento in quota non portò alcun risultato anche per il peso assolutamente inadeguato delle bombe italiane che i marinai britannici chiamavano spregiativamente "sterco di vacca".      

Già dalla metà del 1942, che gli storici considerano unanimemente un punto di svolta nel conflitto mondiale, anche in Egeo si colgono segnali di logoramento che preannunciano la sconfitta e già da quella data l'operatività della Regia in Egeo declina inarrestabilmente. Le squadriglie di aerosiluranti sono inviate ad Ovest nel Mediterraneo Centrale a difesa del settore libico e successivamente ancora più a Ovest dopo la ritirata in Tunisia a proteggere  il rimpatrio in  Italia e poi ancora nei cieli della Sicilia sino al fatidico 8 settembre 1943.

Il Dodecaneso rimase quindi un fronte secondario, assediato. L'isolamento dall'Italia e la difficoltà delle comunicazioni furono sempre un ostacolo insormontabile per lo sviluppo di operazioni terrestri, navali ed aeree di spessore strategico.  Le isole del  Dodecanneso erano state fortificate con numerose batterie antinave e l'isola di  Rodi era presidiata da circa 37.000 soldati della Divisione Regina e di vari gruppi d'artiglieria. In questa situazione di arroccamento, essendo stata esclusa ogni possibilità di sbarco sulle coste mediorientali, l'unica possibilità offensiva per l'Italia era fornita dalla Regia. Rodi rappresentava quindi una portaerei naturale a minaccia dei traffici navali sino al Golfo della Sirte. Su direttive di Superaereo ( il comando strategico aeronautico) gli stormi italiani mossero prima azioni di bombardamento terrestre e navale convenzionale e quindi svolsero con gli aerosiluranti un'incessante guerra aeronavale che portò notevoli successi. L'aviazione dell'Egeo svolse anche una logorante e difficile azione di supporto ai combattimenti in Libia, i nostri equipaggi volavano per ore ed ore per raggiungere le coste libiche ed egiziane con la drammatica consapevolezza di essere totalmente soli e senza copertura caccia in caso di attacco. I nostri aviatori attaccavano in piccole formazioni a volte di un solo velivolo, protetti solo dalle scarse difese dei velivoli consapevoli della superiorità della caccia nemica. Per questo motivo possiamo dire senza alcuna retorica politica od ideologica, che la loro unica arma era il coraggio. Nonostante l'insufficiente armamento, il logorio e l'inadeguatezza dei mezzi, essi sino all'ultimo svolsero il loro compito con abilità e coraggio.

ATTIVITÀ' 1940 1941 1942 1943 Totale
Missioni eseguite 984 1.968 1.918 540 5.410
Ore di volo 4.712 10.095 5.038 5.888 25.733
Aerei perduti - 36 33 10 79
Aerei radiati   38 42 28 108
Nemici abbattuti   22 6 4 32

I velivoli maggiormente usati in Egeo furono il trimotore Savoia Marchetti S 79 (Sparviero) , il CRDA Cant Z 1007 (Alcione) e la sua versione idrovolante denominata Airone. In queste pagine le foto delle squadriglie e schede tecniche dei velivoli che operarono in Egeo.         

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