
Queste sono le foto di alcuni dei piloti e degli equipaggi della Regia Aeronautica che operarono nell'Egeo e nel Mediterraneo Orientale, un doveroso tributo al coraggio ed alla memoria di tutti i militari italiani che combatterono senza avversione verso il nemico. L'ordine con cui sono riportate le foto è casuale e non risponde ad alcun criterio gerarchico o meritorio.
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Serg. magg. Casco Emilio, secondo pilota di un velivolo S 79 della 252.a squadriglia, disperso il 25 luglio 1942 sulle coste dell' Africa Settentrionale insieme al primo pilota ten. Bresciani ed all'equipaggio. L' S79 di Casco era decollato insieme ad un altro velivolo identico pilotato dal com.te della squadriglia Egidio De Rosa, da Rodi Maritsa. I due aerei furono attaccati dalla caccia inglese, quello di De Rosa fu costretto ad atterrare e tutto l'equipaggio venne catturato mentre dell'altro S79 non si seppe più nulla. Il mare ed il deserto hanno inghiottito senza traccia decine di aviatori italiani dell'Egeo. Di essi ci rimangono solo le fredde annotazioni sui diari storici dei rispettivi reparti "il velivolo non è rientrato". |
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Cichella a bordo del suo CR 42 della 162.a squadriglia caccia in secondo piano, in primo piano il S.ten. Giovanni Pappalardo, mentre scortano il velivolo con il governatore Amm.glio CAMPIONI che si recava a Kos per una cerimonia il 25 settembre 1941. Sullo sfondo la costa turca. Foto AUSSMA. Aeroporto di Rodi Maritza, 15 novembre 1938
Cichella, secondo da sinistra, con altri piloti della 163.a squadriglia operante su RO 41 prima della consegna dei CR 42 (Foto Archivio L.Alberghini Maltoni)
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Ben diversa è la storia del serg.pilota Cichella Amelio in forza alla 162.a squadriglia caccia Il 10 /11/1942 Amelio Cichella è secondo pilota al ritorno da un bombardamento su El Alamein con l' S79 personale del gen. Longo. Colpiti dalla contraerea britannica riportarono danni all'impianto del carburante ed alle apparecchiature radio. Impossibilitati a comunicare ed in condizioni meteo proibitive si diressero verso Rodi con la bussola. Decisero di "forare" lo spesso strato di nubi quando il carburante stava per terminare ma le luci verso cui si diressero non erano quelle di Rodi e furono costretti ad ammarare nei pressi di Castelrosso. L'aereo privo di motori e carburante galleggiava ancora, Cichella il cui piede era incastrato nella pedaliera riuscì fortunosamente a liberarsi e tutto l'equipaggio salì a bordo del battellino. Approdati sulla costa turca furono internati. Per 4 giorni Il velivolo e l'equipaggio vennero dichiarati dispersi con grande disperazione dei familiari sino a che le autorità turche non ne comunicarono il salvataggio a quelle italiane. Cichella rientrato dall'internamento nel 1943 fu poi trasferito in Italia, scampato alle vicende dell' 8 settembre continuò a prestare servizio in Aeronautica congedandosi col grado di maresciallo di prima classe negli anni 70.
Aeroporto di Vigna di Valle 12 maggio 2005
ll Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare gen. S.A. Leonardo Tricarico accompagna il veterano M.llo pilota Amelio Cichella durante una cerimonia presso l'Aeroporto di Vigna di Valle
Numerosi aviatori italiani rimasero internati sino alla data del 10/5/1943 quando la Turchia decise la liberazione di tutti gli aviatori delle nazioni belligeranti atterrati sul suo territorio. Oltre a 11 aviatori italiani furono liberati, 20 inglesi ,20 americani , 5 francesi, 15 russi, 11 tedeschi.
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