EQUIPAGGI E PILOTI

Queste sono le foto di alcuni dei piloti e degli equipaggi della Regia Aeronautica  che operarono nell'Egeo e nel Mediterraneo Orientale, un doveroso tributo al coraggio ed alla  memoria di tutti i militari italiani che combatterono senza avversione verso il nemico. L'ordine con cui sono riportate le foto è casuale e non risponde ad alcun criterio gerarchico o meritorio.

Foto Collezione Manduchi, copyright.

Alla guida di un bombardiere Cant Z 1007 vediamo la foto del tenente pilota  Werther Manduchi, nato a Santarcangelo di Romagna il 3/7/1917 decorato con .2 medaglie di bronzo al valor militare per azioni di guerra nel cielo del Mediterraneo.

All’inizio della guerra faceva parte della 263 ma squadriglia con base a Grottaglie (TA). Arrivò a Rodi nel settembre del 1941.

Partecipò  a  bombardamenti sul porto di Alessandria d’Egitto, compì  a numerose ricognizioni sull’Egeo a caccia dei convogli inglesi sulla rotta di Creta e di Malta.Durante una di queste, attaccato da due caccia Spitfire nemici, sostenne la battaglia nonostante l’impari lotta. Riuscì a danneggiarne uno, che fu costretto a ritirarsi, continuò la battaglia con l’altro volando a pochi metri dal mare per evitare l’attacco dal basso, infatti  il Cant Z aveva un punto morto non coperto dalla mitragliatrice ventrale; la battaglia durò fino all’esaurimento delle munizioni di entrambi i contendenti. Con l’aereo crivellato di colpi, un motore in avaria, il marconista mortalmente ferito, riuscì a riportare il velivolo e l’equipaggio alla base.Partecipò anche, quando era ancora alla base di Grottaglie alla sciagurata Battaglia di Matapan, dove la confusione degli ordini degli Alti Comandi della Marina fece sì che alcune delle nostre navi furono colpite erroneamente dai nostri bombardieri e aerosiluranti, che non ne conoscevano gli spostamenti e le posizioni.

Il 2 luglio 1942, durante un’azione di attacco ad un convoglio inglese, fu duramente colpito dalla contraerea. Il suo Cant Z perse il motore centrale ed uno laterale fu gravemente danneggiato. Con l’aereo ormai ridotto ad un rottame, cercò di rientrare alla base con quello che restava del valoroso equipaggio, ma quando già era sopra Rodi, nello sforzo di superare la piccola collina che incombe sull’aeroporto di Maritsa, anche il secondo motore cedette e l’aereo già malconcio precipitò sulla pista. I soccorritori prontamente intervenuti recuperarono vivo solo il pilota, anche se con diverse ossa rotte, che gli costarono quasi un anno di ospedale ortopedico. Dopo l’8 settembre, si arruolò nei Patrioti d’Italia e alla fine della guerra abbandonò la carriera militare con i gradi di capitano dell’Aeronautica. Fu un eccellente insegnante di Storia e Filosofia a Rimini. E’ morto il 10 settembre 1994: per tutta la vita ha sempre portato l’aquila dell’Aeronautica appuntata sul bavero della giacca.

 

Foto Collezione Manduchi, copyright.

 

Un'altra immagine del ten. Manduchi scattata presso l'aeroporto di Maritsa  probabilmente nell'inverno del 1941. Si scorgono sullo sfondo un Cant Z 1007 e la coda di un S 79.  

Foto Collezione Cichella, copyright.

 

Momenti di relax per la sez. caccia a Gadurrà estate 1941, si tratta di personale della 162.a, alla fisarmonica Amelio Cichella , alla sua destra in basso serg.magg.motorista Speri, in primo piano a terra in tuta da lavoro azzurro scuro l'av.scelto Avarello, in piedi in tuta il primo aviere armiere Piccoli, al mandolino con cappello bianco a terra Di Cerbo Pasquale, seduto di fronte con capplello bianco e banjo il serg. magg. pilota Landini detto Guido.  Si scorge sullo sfondo un CR 42.