Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

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 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

     

In  queste pagine le foto degli aerei e dei reparti della Regia Aeronautica che operarono in Egeo con schede tecniche sui velivoli utilizzati.                                                     

 

 

 

Un inconsueta ed emblematica immagine ripresa probabilmente in un aeroporto italiano. Il gregge al pascolo, simbolo bucolico di pace  accanto allo strumento di guerra per definizione, il bombardiere S 79. Quest' aereo trimotore progettato dalla Siai Marchetti come velivolo commerciale, fu trasformato in bombardiere - silurante. Dotato di motori radiali Alfa Romeo 125 RC 35 da 750 CV, aveva un'apertura alare di 21,20 mt., lunghezza 15,60 mt., altezza 4,60 mt., peso a vuoto 6.800 kg., velocità 430 km/h, tangenza 7.000 mt., autonomia 1.900 km/h, 4 mitragliatrici e 1.250 kg. di bombe od un siluro. Nel 1940, all'entrata in guerra dell'Italia, era un velivolo già superato pur essendo quanto di meglio disponibile nella linea bombardieri della Regia.  

 

 

 

Un S. 79 della  279a Squadriglia Aerosiluranti, nel 1941. La 279a Squadriglia fu costituita nel mese di dicembre del 1940 a Gorizia. Trasferita sull'aeroporto di Catania nel gennaio 1941 e successivamente nel mese di  aprile in Egeo a Gadurrà (Rodi). L'esemplare raffigurato mostra una variante del tipico schema sperimentale applicato agli aerosiluranti durante il 1941.

 

 

 

 

 

SM 79 della 205a Squadriglia del 41° Gr. di base a Rodi nell'estate 1940. Questo reparto, trasferito a Rodi ai primi di luglio, fu impiegato attivamente contro la flotta inglese e contro le raffinerie della città palestinese di Haifa. L'ultima azione su Haifa avvenne il 6 agosto. Successivamente il reparto rientrò in Italia per il passagggio sui Cant Z 1007 bis.

in quest'immagine l'emblema in fusoliera dei "Sorci Verdi" 

 

 

 

In questa tavola è  rappresentato uno dei quattro S 79 siluranti che vennero assegnati al 34 Gr. Bombardamento Terrestre, 67a e 6a Squadriglia basato a Gadurrà (Rodi), nel novembre 1940. La zona frontale dell'aereo presenta la tipica colorazione chiara che ha contraddistinto alcuni reparti di aerosiluranti. Ciò può voler dire che tale colorazione è stata applicata la prima volta in via sperimentale proprio da questo reparto operante in Egeo. L'aereo passò successivamente in forza alla 278a Sq. Aerosiluranti mantenendo inalterati i codici in fusoliera. Ed è in questa configurazione che il 9 gennaio si trasferisce (unico velivolo della squadriglia operante da campi nord africani) a Catania affiancando i siluranti della 279a Sq. nelle azioni contro convogli inglesi. L'equipaggio  è composto dai piloti Ten. Buscaglia e Sg.M. Bordato, dall'osservatore T.V. Sleiter, dal 1° Av. Mot. Neroni, dal 1° Av. Marc. Cianfarani e dal 1° Av. Arm. Munari. L'aereo rimarrà danneggiato durante l'atterraggio al rientro da una missione di ricerca di navi inglesi il 10 gennaio 1941.

 

 

 

La tavola cromatica di un S 79 della 279.a sq. 

 

 

 

 

 

 

 

S 79 della 253.a sq., 104. Gruppo aerosiluranti, Gadurrà 1943. L'aereo in foto era dotato di motori Alfa 128 che davano buone prestazioni a bassa quota, si noti una livrea mimetica sperimentale applicata solo agli aerei di quello specifico gruppo.