Dodecaneso  
Il sito italiano sulla storia antica e moderna delle isole dell'Egeo   

 1306-1522  1522-1912

 1912-1943

      1943-1945   

 1945-1947  1947

8 settembre 1943

 

L'ammiraglio Campioni in prima fila, al centro il gen.Ulisse Longo, a sinistra il vice governatore Faralli, dietro, il console della milizia Cerulli, passano in rassegna  un reparto della Regia Aeronautica per una cerimonia nei primi mesi del 1943.  

Gli avvenimenti dell' 8 settembre 1943 in Italia sono stati oggetto di studio, analisi,  discussione nelle più svariate sedi. Ad eccezione delle tragiche vicende di Cefalonia la saggistica e la ricerca storica hanno confinato le vicende di quel drammatico settembre fuori dall' Italia nel dimenticatoio. Ciò appare una imperdonabile sottrazione alla memoria storica collettiva.  In queste pagine cerchiamo di colmare questa lacuna ricordando quegli avvenimenti in Egeo. Avvenimenti poco noti ma che ebbero esiti  tragici, il massacro di Kos (Coo) pur non essendo paragonabile numericamente a quello ben più noto di Cefalonia, non è per questo meno terribile. Pochi sanno che Leros (Lero) rimase sotto la sovranità della Regia Marina e del Regio Esercito fino a metà novembre 1943. I marinai, i  fanti, gli avieri combatterono coraggiosamente a fianco delle forze britanniche  contro le soverchianti forze tedesche che li assediavano dal mare e dal cielo. Anche qui si ripetè il tragico copione degli eccidi dopo la resa dei militari italiani.

 

Appostamento di fanti italiani con mitragliatrice FIAT 35 cal.8x59 nei pressi di Arcangelo  

 

 

A Rodi, nonostante le incertezze e l’impreparazione che caratterizzarono la gestione della crisi da parte del Comando Militare Egeomil, alcuni reparti della Divisione Regina tennero validamente testa agli attaccanti infliggendogli dure perdite e catturando persino centinaia  di prigionieri tedeschi che peraltro non ebbero torto un capello. Un episodio emblematico lo testimonia, due militari italiani che scortavano un soldato tedesco ferito all’ospedale di Rodi furono intercettati da una pattuglia della Divisione Sturm Rodos, disarmati, furono fucilati sul posto.

Il maggiore generale Ulrich Kleeman (nato il  23 Marzo 1892 a Langensalza morto il 3 gennaio 1963 a Oberursel press Francoforte sul Meno)  comandante della Divisione Sturm Rodos. Prima  di giungere a Rodi fu comandante del 90.o Reg,to fanteria leggera in Africa e fu ferito l'8 settembre 1942 ad Alam Halfa. Dopo la decisione del Comando Armate Sud Est di evacuare le isole fu assegnato come comandante del IV Panzerkorps poi ridenominato  Panzerkorps Feldherrnhalle nei Balcani. Nonostante le sue responsabilità obiettive nelle operazioni del settembre 1943, durante la successiva deportazione dei militari  italiani si oppose decisamente agli ordini dell'ammiraglio Lange di ammassare migliaia di uomini nelle navi.  Il boicottaggio di questi ordini feroci limitò le perdite umane conseguenti ai naufragi.   

 

   QUESTO DOCUMENTO RIPRODOTTO IN ESCLUSIVA da DODECANESO.ORG HA UN VALORE STORICO ECCEZIONALE

Si tratta infatti dell'ordine diramato dal Comando Germanico Sud Est (sede Atene) il 21 settembre, in cui si ordina ai reparti dipendenti (Jugoslavia, Grecia continentale, Isole Ionie, tutte le isole dell'Egeo incluse le Isole Cicladi, il Dodecaneso e  Creta,  di trattare i prigionieri italiani senza alcuna pietà. Con questo documento vengono smentite tutte le tesi revisioniste che tendono a legittimare i massacri e le violenze da parte germanica in quanto "azioni militari" contro "franchi tiratori" che non volevano deporre le armi. Questo documento dimostra che il destino di quegli uomini era già stato deciso dalla vendetta nazista.  L'Italia dichiarò guerra alla Germania il 13 ottobre successivo ma non c'è dubbio che tutte la Convenzioni di guerra internazionali potessero e dovessero essere applicate anche prima. Le stragi avvenute nel Dodecaneso così come  quella di Cefalonia ( 9.700 uomini fucilati su 12.000) sono veri e propri  "delitti contro l'umanità" e quindi imprescrittibili, purtroppo ancora oggi non è stata fatta giustizia.       

 

DISPACCIO DEL COMANDO GERMANICO SUD EST EUROPA DEL 21 SETTEMBRE 1943 ( intercettato e decifrato dal servizio segreto britannico Ultra ed ora conservato presso il Public Record Office a Londra)

 DAL COMANDANTE IN CAPO SUD EST EUROPA

Il seguente si applica per il comportamento verso i Prigionieri italiani che hanno combattuto contro di noi;

Inibizioni sentimentali di ogni tipo da parte dei soldati tedeschi verso i guerriglieri fedeli a Badoglio con l’uniforme dei nostri ex camerati d’arme, sono totalmente fuori luogo.

Ognuno di questi uomini che combatte contro i soldati tedeschi, ha sacrificato ogni diritto alla pietà e deve essere trattato con la severità che la merita la feccia che rivolta le armi contro i suoi amici.

Mi aspetto che questo atteggiamento sia generalizzato senza ritardo presso tutti gli appartenenti delle Forze Armate Germaniche nell’area Sud Est e che tutti si comportino coerentemente.        

 

Dopo la vittoria delle forze germaniche, Rodi ormai presidio assediato, visse per altri venti lunghissimi mesi la dura occupazione tedesca che trasformò l’isola in un lager, torture e fucilazioni non vennero lesinate ma ciò che uccise di più fu la carestia. Un destino simile ebbero le altre isole.   

Rodi 1943, l'anno decisivo

La ricostruzione più recente dei fatti dell'armistizio in un articolo apparso su Storia Militare nel giugno 2002.

L'armistizio a Rodi,

Gli avvenimenti a Rodi raccontati  da testimoni.    

8 settembre di un alpino a Rodi 

La Resistenza a Rodi 

Avvenimenti a Kos  

Avvenimenti a Leros

Tragici naufragi

L’occupazione tedesca

 

L'esodo in Turchia 

Storie singolari  

Galleria fotografica

Dispersi

I caduti italiani  

Rodi 60 anni dopo

Leros 60 anni dopo 

Il sito è tutelato da copyright, la riproduzione di testi, foto, disegni anche se parziale deve essere autorizzata dagli autori. Per ogni informazione scrivete all'indirizzo email della redazione